Il titolo richiama un po’ il genere romanzo rosa – sicuramente, l’originale Le Bazar de la Charité è più d’impatto ed ha contribuito agli ascolti straordinari che ha ottenuto in madrepatria – ma non bisogna fermarsi all’apparenza perché Destini in fiamme risulta un buon prodotto made in France.

Basata su un incendio realmente avvenuto in un bazar a Parigi nel 1897, la serie tv in otto puntate parte proprio dalla tragedia in cui persero la vita circa 120 persone, la maggioranza delle quali donne, che non sono riuscite a scappare dalle fiamme, in mezzo alla calca di gente che premeva per sfuggire alla morte. Fisicamente più deboli degli uomini presenti, che, per la maggior parte, sono scampati al fuoco e non si sono preoccupati di aiutare le donne presenti.

La serie non gliene fa una colpa (è più che naturale volersi salvare) ma denuncia comunque questo fatto, mettendo in scena le tre protagoniste Adrienne (Audrey Fleurot), Rose (Julie de Bona) e Alice (Camille Lou) e le conseguenze che questa disgrazia porta nelle loro vite.

Audrey Fleurot è Adrienne, fonte: tf1international.com

Se la osserviamo da un punto di vista più ampio, la denuncia (attualissima) che la serie porta avanti è molto più importante e significativa e le tre donne, insieme alle altre della serie, sono rappresentanti di una fascia di popolazione che all’epoca era considerata inferiore, serva e sottomessa al volere di altri: è uno dei punti di forza della serie ritrarre e ricostruire fedelmente la società del tempo, patriarcale e conservatrice, dove gli uomini erano i padroni delle donne che li circondavano. Eppure, qualcosa si muove: siamo sull’orlo del cambiamento.

Adrienne è sposata col ricco e crudele Marc-Antoine de Lenverpré (Gilbert Melki interpreta uno dei personaggi più riusciti della serie), prossimo alla Presidenza del Senato, che le impedisce di vedere la figlia. Dopo l’incendio, si finge morta per rifarsi una vita ma il marito, ossessionato da lei, continuerà a perseguitarla; Rose è una cameriera che lavora in casa di Alice con cui ha una grande amicizia, rimasta gravemente ustionata, viene “adottata” da una ricca signora (Josiane Balasko) e sarà costretta a combattere numerosi ostacoli, lontana dal marito che la crede morta; Alice, nipote di Adrienne, è obbligata a risollevare le sorti finanziare della famiglia sposando un gentiluomo (Théo Fernandez) che non ha esitato a salvarsi a discapito suo e di Rose, abbandonandole tra le fiamme.

Josiane Balasko e Julie de Bona, fonte: tf1international.com

Donne coraggiose e intrepide, qualità evidenziate dalla tragedia, che non si fanno intimorire dalla paura che provano, tentano di costruirsi un futuro migliore, di emanciparsi, lontane da questi uomini piccoli. Non che lo siano tutti: c’è il giornalista Hughes Chaville (François David Cardonel), amante di Adrienne, non esita ad aiutarla a scappare dalle angherie del marito e racconta la verità dell’incendio, accusando gli uomini di aver abbandonato le donne lì presenti, c’è Victor Minville (Victor Meutelet), giovane anarchico che si getta tra le fiamme per salvare Alice, ma viene accusato ingiustamente di aver posizionato una bomba nel bazar causando il fuoco, c’è il poliziotto che tenta di scoprire ciò che è accaduto (Stéphane Guillone) ma viene scalzato per una verità politicamente più comoda.

Tra i meriti della serie c’è la scena dell’incendio che copre gran parte del primo episodio: non si può non lodare l’incredibile realismo della ricostruzione e provare angoscia per le persone in mezzo alle fiamme. Colpi di scena, intrighi, cura dei costumi e ricostruzione fedele riescono a bilanciare una risoluzione finale scontata e troppo fiabesca (in particolare quella di Rose), azioni e comportamenti ottusi di qualche personaggio e alcuni dialoghi non proprio accattivanti.

Il cast di “Destini in fiamme”, fonte: Netflix

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

Fonte immagini: Netflix, TF1international.com
© riproduzione riservata