di Lucia Nunzi

Domani è un altro giorno. Fin dal titolo dell’ultimo film di Simone Spada si può intuire qual è l’intenzione di questa storia: un messaggio di speranza e di serenità, nonostante tutto.

Nonostante quello che la vita ci mette davanti. Marco Giallini interpreta Giuliano, un malato terminale che riceve la visita del suo migliore amico Tommaso (Valerio Mastandrea) dal Canada. Quest’ultimo decide di prendere un volo per Roma (malgrado abbia il terrore degli aerei, ma lo farà anche un’altra volta insieme a Giuliano stesso) dopo che l’amico gli ha comunicato una difficile decisione. Così i due, amici da una vita, trascorrono quattro giorni insieme, quattro giorni per accettare anche quello che dell’altro non si condivide.

Insieme allo spigliato ed estroverso Giuliano e al più calmo e riflessivo Tommaso c’è Pato, uno splendido bovaro del bernese – un “secondo figlio” per Giuliano – che è forse il simbolo della loro amicizia e della speranza che vuole trasmettere la pellicola.

Fonte: mymovies.it

Domani è un altro giorno è un fedele remake di Truman – un vero amico è per sempre, un successo spagnolo/argentino pluripremiato ai Goya – non manca una capatina a Barcellona dei due protagonisti – giocato su toni delicati e lenti, in modo da permetterci di entrare nei panni del protagonista malato e capire la sua scelta, le sue paure, la sua finale accettazione ma anche in quelli di Tommaso che si trova a dover accettare una decisione impossibile ma che, proprio per questo suo essere estrema, è un’ulteriore conferma della stima che nutre per l’amico.

I romani Giallini e Mastandrea riescono ad emozionare senza mai cadere nella banalità (che potrebbe nascondersi dietro ogni angolo) e a farci ridere, più volte, senza che ce ne rendiamo conto perché quei toni scherzosi, quasi irriverenti non sono quelli che ci si aspetta in questi casi. La loro sintonia è evidente: in effetti i due attori sono amici da molti anni ed hanno condiviso esperienze di vita anche difficili e delicate.

Marco Giallini (Giuliano) e Valerio Mastandrea (Tommaso) in una scena del film. Fonte: cinematographe.it

Spada ci regala un film sull’amicizia limpida: quella tra due persone così diverse, che vedono l’uno i difetti dell’altro e non se li mandano a dire, anzi si accettano per come sono ormai da molto tempo, si stimano e apprezzano reciprocamente così tanto da non aver bisogno di dirselo in faccia. Giallini e Mastandrea sono supportati da Anna Ferzetti, che subentra tra di loro aggiungendo il suo punto di vista da sorella, Andrea Arcangeli che interpreta il figlio di Giuliano, Leo, il quale ha capito tutto ma è troppo simile al padre per dirgli addio e la bellissima Nike (nel film diventa Pato) che porta alla commozione nella scena finale.

Roma è la cornice perfetta per questa storia e i due protagonisti sembrano davvero “incarnare” la città, con quel senso di nostalgia che si prova per un passato bello che non può più tornare – “mi portate indietro di vent’anni”, dice loro l’ex moglie di Giuliano davanti al Colosseo, non a caso – mescolato alla speranza per il domani, dovesse questo essere in uno sperduto paesino del Canada.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

© riproduzione riservata