Zubrowska. Città fredda, immaginaria e mitteleuropea, sede del Grand Budapest Hotel. Un’imponente struttura alberghiera, un tempo molto prestigiosa ma decaduta a causa del comunismo. Qui un noto scrittore fa la conoscenza del padrone del Grand Budapest, un anziano di nome Zero Moustafa (F. Murray Abraham).

Grand Budapest Hotel

Ralph Fiennes and Tony Revolori in Grand Budapest Hotel (2014) © 2014 Fox Searchlight Pictures

Attraverso un racconto a ritroso, Wes Anderson ricostruisce con estrema fantasia le peripezie eroiche, politiche e professionali dei due protagonisti del film: l’inarrivabile concierge Monsieur Gustav e del suo fido aiutante Zero.

Siamo nel 1932. Zero Moustafa (Tony Revolory) “lobby boy” e apprendista garzoncello di Monsieur Gustav, il concierge più amato del Grand Budapest, nonché intrattenitore di diverse relazioni con donne tutte con i requisiti identici: anziane, ricche, insicure, vanitose, superficiali, bionde e insoddisfatte.

Monsieur Gustav (Ralph Fiennes) era solito tenere ogni sera al personale dell’hotel un sermone. Uomo profumatissimo. Il suo “Air de Panache” annunciava il suo arrivo a grande distanza, aleggiando nell’aria per molti minuti. Da qualche tempo intratteneva una relazione con un’anziana signora, Madame D (Tilda Swinton).

Grand Budapest Hotel

Una scena tratta dal film (Photo by Martin Scali – © 2014 – Fox Searchlight Pictures)

L’apprezzato concierge Gustav apprende della morte della donna proprio da Zero che lo accompagnerà in tutta una serie di avventure relative alla spartizione dell’eredità della nobil signora. I due fanno un patto: Zero sarà l’erede di Gustav. Mounsieur Gustav viene arrestato con l’accusa di aver ucciso la vedova, ma grazie al piano d’intervento della “società delle chiavi incrociate”, di Zero e la sua amata pasticcera Agata, Gustav riesce a fuggire dal carcere.

Interessante la presenza di elementi artistici di grande fama: il dipinto “Ragazzo con mela” di Johannes van Hoytl. L’inestimabile opera che la ricca ereditiera ha lasciato a Monsieur Gustav.

Il film è un chiaro omaggio alle opere e al talento letterario di Stefan Zweig, presentando in controluce un riferimento alla storia europea del ‘900 e al cinema del tedesco Ernst Lubitsch.

Grand Budapest Hotel

Saoirse Ronan in Grand Budapest Hotel (2014) © 2014 – Fox Searchlight Picture

Un cast stellare. Dal magistrale Fiennes allo sconosciuto Relovori (Zero giovane), la deliziosa Saoirse Ronan (Agata), la Swinton geniale anziana, ai spietati Willem Dafoe e Adrien Brody e la classe innata di Jude Law nel ruolo dell’autore da giovane.

Anderson, che ama i racconti multistrato e multicolori, unisce il suo impareggiabile tocco cromatico e le invenzioni scenografiche. Le incalzanti musiche austriache di sottofondo per un racconto che facendo ricorso all’analessi si riavvolge con estremo e colto divertissiment.

VOTO: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10
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