La prima domanda che ci si pone è: fai sul serio Neil Marshall? A quanto pare si, il regista inglese porta all’eccesso l’azione del film; non si può distogliere lo sguardo un secondo che si sono appena susseguite cinque o sei scene d’azione. La storia non si ferma mai, il protagonista – quanto noi – viene catapultato da una situazione all’altra, da un mostro all’altro, senza soluzione di continuità. Un reboot in piena regola, lontano anni luce da quell’autorialità che aveva infuso Guillermo del Toro nel suo Hellboy del 2004.

Per comprendere appieno il film, però, bisogna tener conto di chi sia Marshall, ossia un regista fiero del suo genere, il b-movie – quello con la B maiuscola –  horror/splatter e che ha diretto film come Dog Soldiers, Doomsday – Il giorno del giudizio e The Descent. Sprovvisti di questa consapevolezza, il film ci sembrerebbe solo un’accozzaglia di action e mostri, ma non è così: Hellboy è follia cinematografica, è il trash portato all’epicità con una colonna sonora dal forte impatto.

David Harbour è Hellboy in una scena del film. (Fonte: M2 Pictures)

Alla fine della sua complicata tessitura tutto ha senso e David Harbour non ci fa rimpiangere, neanche per un secondo, il diavolo rosso di Ron Perlman. L’attore è il pilastro di tutto il film. Anche sotto il pesante make-up, fatto di corna e coda, la sua caratterizzazione del protagonista è ragguardevole. L’Hellboy di Harbour è immaturo, sfrontato e irriverente. Ci accompagna in questo mondo assurdo con la piacevolezza di un amico di bevute. Ma non solo l’attore di Stranger Things, l’intero cast acquista significato in questo marasma fantasy.

La storia, tratta dal quindicesimo ciclo fumettistico di Hellboy – La caccia selvaggia, vede il demoniaco detective del BPRD (Bureau for Paranormal Research and Defense), agenzia governativa che difende la terra dalle malvagie creature sovrannaturali, volare in Inghilterra per combattere tre malvagi giganti. Tra sconcertanti rivelazioni del suo passato e stravaganti alleanze, Hellboy (David Harbour) dovrà scontrarsi con la potente Regina di Sangue, Nimue, e impedirle a tutti i costi di portare distruzione nel mondo.

Hellboy (David Harbour) e Ben Daimio (Daniel Dae Kim) in una scena del film. (Fonte: M2 Pictures)

La ricerca della frenesia e dell’eccesso rimbalza contro un insormontabile muro di gomma, la post-produzione. Tale sovrabbondanza mostra i limiti della computer grafica, tanto che le ambientazioni e i mostri risultano spesso pacchiani e disturbanti. Aspetto che non permea l’intero film, per fortuna, e su cui si può chiudere un occhio.

Questo reboot è un film godibile e spassoso. Certo è che si poteva fare di meglio, ma va riconosciuto a Neil Marshall di aver portato sullo schermo un cinecomic davvero folle. Inoltre, le scene dopo i titoli di coda chiamano a gran voce un sequel che di certo non si farà attendere.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

Immagini di copertina: Photo By Mark Rogers