Nel 2028, in una Los Angeles devastata dalle rivolte e controllata da compagnie private, una scritta al neon spunta sulla cima di un palazzo, Hotel Artemis. Controllato da una vecchia signora di nome Jean e dal suo assistente Everest, la coppia offre un servizio ben più prezioso di un semplice alloggio: un ospedale per soli criminali, un luogo sicuro dove non esiste la legge o polizia, ma solo poche semplici regole. Finché una notte non vi si ritrovano due rapinatori, un trafficante d’armi, un’assassina francese e una poliziotta, rinchiusi nell’edificio apparentemente sicuro per evitare il trambusto degli scontri in strada, ma inconsapevolmente nel centro della bufera.

Con la firma della regia e della sceneggiatura di Drew Pearce, Hotel Artemis in soli due giorni dall’uscita conquista il terzo posto al botteghino dietro MIB-International e Spiderman: Far From Home. Conquistando il pubblico come action movie di ottima fattura, all’interno nasconde anche un intrigo poliziesco ben costruito e una componente thriller sorprendente.

La costruzione di luoghi e dualità dai confini fievoli lascia spazio allo spettatore per un’interpretazione personale che crea ancor più interesse nella pellicola, dipingendo tra i protagonisti sfumature di grigio talmente impercettibili da non permetterci di stabilire il buono e il cattivo fino all’ultimo istante.

Un grande cast permette la riuscita del film, nel quale appaiono Dave Bautista, Sterling Brown, Jeff Goldblum e Zachary Quinto. Tra tutti gli attori svetta la caratteristica e inaspettata performance di Jodie Foster, in grado di costruire un personaggio fortemente emotivo, ma anche dai tratti buffi e umoristici.

In un’estate dominata dai blockbuster Marvel e da remake di film campioni d’incassi, Hotel Artemis ci sorprende per la sua originalità nella scrittura e per il coraggio a osare, addentrandosi in un mondo non così futuristico dove, in preda a crisi d’identità, i buoni e cattivi delle fiabe sono ormai irriconoscibili.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10
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