È una verità che pochi film riescono a rappresentare bene la tragica emotività dell’uomo, come quelli francesi. E I villeggianti, nuova proposta della attrice e regista italiana naturalizzata francese Valeria Tedeschi Bruni, riesce a raccontarci i drammi senza esagerare.
Con lei nei panni della dolorante Anna, insieme a Valeria Golino e Riccardo Scamarcio, la storia si snoda sulla quotidianità di queste anime perse: forse in viaggio verso una nuova vita o forse bloccate per sempre tra le mura di una villa geograficamente non localizzata. Un apparante paradiso che cela un insaziabile purgatorio. C’è un fratello scomparso troppo presto, la rottura di una coppia, la perdita di un amore o ancora l’impossibilità di un vero amore. Tutto molto semplice e lineare ma forse troppo abbozzatto.

Riccardo Scamarcio e Valeria Tedeschi Bruni in una scena del film. Foto da Mymovies.

Nessuno dei personaggi infatti gode di una approfondita analisi, motivo per il quale è davvero difficile affezionarcisi. Tutto quello che si comprende è l’evidente dramma nella vita di ognuno di loro, tranne di Célia, la bambina (vera figlia della Bruni), che nella beata gioventù ancora non è in grado di comprendere cosa sia un momento di dolore estremo, seppur tutti attorno a lei lo stiano attraversando.
L’anima francese c’è perché seppur non accade nulla di epocale, ipnotizza la semplice esplicazione dei tormenti umani.
E l’aria frizzantina estiva che culla la storia e la recitazione della Bruni Tedeschi, divorata dal dolore e dalla non accettazione, può piacere immensamente o disturbare ma è coinvolgente e di una realisticità disarmante. Sarebbe stato bello infatti lasciare più spazio ad Anna.
Ma alla fine è uno di quei film che lascia perplessi e un po’ confusi, forse anche per la sua interminabile durata e lentezza.

Il cast al Festival di Venezia di quest’anno. Foto da Foxlife.

Nonostante ciò lascia qualcosa sulla pelle. Quella percezione di aver sbirciato per qualche ora nella vita di un’altra famiglia, disastrata come quella di tutti, con i suoi problemi quanto quella di tutti e che seppur in costante contrasto e apparentemente disinteressata all’altro, alla fine è inseparabile. E forse la famiglia è proprio quello di cui voleva parlare la Bruni, oltre il tema della separazione dolorosa, avendo fatto recitare con lei sua figlia, la mamma e la zia. Un film piacevole, con una fotografia rilassante, luminosa e impeccabile e una trama forse un po’ debole e pretenziosa (tentativo forzato di emulare la tipica commedia francese) ma comunque delicata e comunicativa.

🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10