“Un Dio che può essere compreso non è un Dio”

Con questa citazione si apre il nuovo film di Matteo Rovere, il racconto della fondazione di Roma. Durante il suo corso, la sceneggiatura attingerà dal mito senza però riportarlo fedelmente. Può sembrare strano in un primo momento per un film storico ma con il tempo, andando avanti con la visione, si coglierà l’intento anti-epico che sta alla base. La regia e la narrazione si concentrano su i due fratelli, Romolo (Alessio Lapice) e Remo (Alessandro Borghi), due uomini qualunque che attraverso la forza del loro legame riescono a sopravvivere ai pericoli che li minacciano.

Alessio Lapice è Romolo. Fonte: youmovies.it

Il percorso per la salvezza e per la costruzione di Roma fa solo da sfondo a ciò che si svolgerà all’interno di loro, affamati, corrotti, devoti e disposti a qualsiasi cosa per la libertà. Durante tutto ciò, ci si immerge a 360° in un clima arcaico. I personaggi parlano una lingua proto-latina, i costumi e le ambientazioni sono ricreate fedelmente per un fine realistico. Daniele Ciprì, voluto a tutti i costi da Rovere, costruisce le riprese utilizzando unicamente la luce naturale del sole o del fuoco. In un film italiano lascia sbalorditi la presenza di complesse scene di combattimento e un uso massiccio del trucco per inscenare ferite e mutilazioni di ogni genere.

Ma insieme ai due protagonisti uno dei ruoli principali è svolto dal vero villain della storia: Dio. Romolo, uomo devoto alle divinità e rispettoso del loro volere, si scontra con Remo, convinto di essere un Dio terreno per la sua forza e la sua abilità nel combattere. Il loro affetto reciproco pervade tutta la vicenda e, opponendosi alla troppa o troppo poca religiosità, costituirà il vero motore della storia, creando dubbi e convinzioni nei protagonisti e soprattutto in noi.

Alessandro Borghi è Remo. Fonte: wikipedia.org

Supportato da interpretazioni eccellenti e carismatiche, all’interno delle quali spicca un superlativo Alessandro Borghi, Matteo Rovere crea una rappresentazione della tradizione italica fortemente emotiva e accattivante, senza ricadere nel cliché della pomposità americana e mantenendo un’ottica artistica puramente italiana. Nonostante alcuni momenti di poca scorrevolezza, il film riesce a portarci al suo tempo, incantandoci con immagini bucoliche e coinvolgendoci allo stesso tempo con gli scontri barbarici.

Una storia i cui dialoghi sono studiati nei dettagli e l’immagine fa da padrona, innalzandosi a vera protagonista incontrastata. Romolo e Remo non hanno bisogno di spiegare ciò che accade. I loro volti e i loro corpi sono il vero linguaggio del film.

 

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

 

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