Io sono Mia, il nuovo film di Rai Fiction, Eliseo Fiction e Nexo Digital sulla vita della cantante calabrese Mia Martini, è stato in sala solo per tre giorni e nonostante tutto è riuscito a far parlare animosamente pubblico e critica.
Per chi se lo fosse perso, sarà possibile vederlo su Rai 1 subito dopo la prossima edizione del Festival di Sanremo.

Serena Rossi nel film. Fonte: cosmopolitan.it

Diretto dal regista e cantautore Riccardo Donna, il biopic racconta, senza sconti, l’ascesa e discesa tra successo e depressione di Domenica Rita Adriana Bertè, detta Mimì e conosciuta dal pubblico come Mia Martini (Mia come la bravissima Mia Farrow e Martini come il cocktail). A interpretare la Martini è Serena Rossi, attrice e cantante napoletana, vincitrice del David di Donatello per Ammore e malavita (miglior canzone originale). Non era di certo un lavoro semplice riportare in vita una delle più grandi cantautrici della storia italiana. Mia Martini, scomparsa nel 1995 e sorella maggiore di Loredana Bertè, che ha accolto commossa il suo elogio, non era un personaggio scontato. Nonostante tra i più volino le critiche sugli errori e sulle invenzioni del film, l’interpretazione di Serena Rossi, forse l’unico vero punto di forza, ha risollevato l’atmosfera rendendo il film un bell’intrattenimento.

Mia Martini

Oltre a quello, una nota sicuramente positiva è il brano rimasto per anni inedito e ora parte della colonna sonora.
Il lavoro dietro il personaggio, come ha rivelato la Rossi, è stato quello di passare in rassegna, con attento interesse le precedenti apparizioni, gli show e le interviste di Mia così da coglierne l’anima. Perché l’intento, infatti, non è stato tanto “imitarla” o calarsi nei panni di una donna dai forti connotati e dalle strane smorfie durante le esibizioni (che la imbruttivano, anche se non se ne è mai curata). La volontà dell’attrice è stata quella di riuscire a incarnare il suo spirito e saper attraversare, dietro la camera da presa, gli eventi che hanno costellato la strada di Mimì restituendole gratitudine e riconoscendone il talento. “E forse – aggiunge in conferenza stampa – anche un modo per chiederle scusa”, riferendosi a quelle tristi voci di fine anni ‘80 che la dipingevano come un “porta sfortuna”.

Serena Rossi sul set. Fonte: projectnerd.com

Il film è forse un po’ pretenzioso (troppo da dire in poco tempo) e appare come un tentativo – fallito – di emulazione dei colossali biopic americani. Inoltre la debole accusa di cui sembra farsi portavoce (non è stato neanche fatto il vero nome della casa discografica che l’aveva presa di mira) ha creato un malcontento non da poco. Si deve però riconoscere, nell’ultimo periodo, a Rai Fiction il desiderio di un passo in avanti nella qualità delle sue produzioni e questo è un altro tassello nel miglioramento complessivo.
Seppur il resto del cast sia dalla bravura opinabile e alcune scene drammaticamente poco sostanziose, il film è godibile ma ben lontano dall’essere memorabile.

 

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10