Stephen King, uno degli scrittori i cui romanzi sono stati maggiormente trasposti al cinema. Dall’horror alla fantascienza, le sue storie hanno sempre attirato i produttori hollywoodiani, che hanno portato in sala capolavori come Shining di Stanley Kubrick, Carrie di Brian De Palma e Misery non deve morire diretto da Rob Reiner. Ma non solo, anche John Carpenter, Cronenberg e George A. Romero hanno collaborato con lo scrittore americano. A questi si aggiunge It, romanzo iconico e portato sullo schermo nei primi anni novanta.

I Perdenti di nuovo riuniti in una scena tratta dal film (Photo by Brooke Palmer – © 2019 Warner Bros. Entertainment Inc.)

Pennywise, la distruttrice di mondi, il terrificante pagliaccio che Andrés Muschietti ha riesumato dal cimitero dell’horror. Fedele al romanzo, di una discreta corposità, il film è stato diviso in due parti. La prima, uscita due anni fa, vedeva un gruppo di adolescenti, “i Perdenti”, affrontare e sconfiggere It nell’estate dell’88. Il film aveva un suo fascino e un’estetica elettrizzante, derivati in gran parte dall’ottima interpretazione di Bill Skarsgård nei panni del mostro.

It – Capitolo due, invece, riprende la storia ventisette anni dopo, e vede i protagonisti, ora adulti, ritornare nella dimenticata città di Derry, Pennywise è tornato. Questi vengono chiamati da Mike (Chosen Jacobs), l’unico ad esser rimasto a sorvegliare la cittadina in attesa di It. Tra comparse varie, Xavier Dolan all’inizio e lo stesso Stephen King dopo, il film si dimostra fin da subito meno terrificante del suo predecessore. Infatti, It – Capitolo due non può esser definito un vero e proprio horror, sprovvisto com’è dei tratti che ne caratterizzano il genere. Suspense e shock vengono soppiantati dalla prevedibilità dei fatti e da una comicità prezzemolina.

Il terrificante Pennywise (Bill Skarsgård) in una scena tratta dal film (Photo by Brooke Palmer – © 2019 Warner Bros. Entertainment Inc.)

Il rinnovato e ottimo cast svolge un ottimo lavoro, ma singolarmente. Di fatto, si riscontra una certa dissonanza recitativa: laddove gli sguardi di James McAvoy (Bill) e Jessica Chastain (Bev) sono carichi di tragicità, quelli di Bill Hader (Ritchie) e James Ransone (Eddie) seguono quella della comedy. Questo secondo capitolo sembra aver abbandonato l’horror, e lo stesso Pennywise, per abbracciare la commedia. Si assiste ad una seduta di gruppo, in cui ogni personaggio ripercorre gli orrori del proprio passato, e insieme ritrovano una serenità perduta.

Nel film i personaggi rimarcano più volte il fatto che Bill non sappia scrivere i finali dei propri romanzi, e con questa strizzata d’occhio il regista ci avvisa della riscrittura del finale del romanzo, che qui prende una piega ottimista. Degna di nota, però, è la sequenza che vede coinvolta Bev e la vecchia signora Kersh: da brividi. Muschietti dilata la narrazione, un fattore dipeso dalle quasi tre ore di visione che appesantiscono il film. Apetto che viene accentuato dalle varie digressioni che la sceneggiatura attua nel voler trattare forzatamente temi attuali. Il primo capitolo di questa trasposizione di It poggiava su buone fondamenta che, purtroppo, non sono state sfruttate appieno per questo sequel.

Voto:🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

Immagini di copertina: Photo by Brooke Palmer – © 2019 Warner Bros. Entertainment Inc.
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