John Wick è tornato, ancor più inarrestabile e micidiale di prima. L’assassino per eccellenza, l’uomo nero, Baba Jaga, Keanu Reeves veste i panni di un personaggio la cui maschera d’apatia nasconde una forza di volontà ferrea. Niente può fermarlo, per quanto ferito e solo Wick si attacca alla vita con una violenza inaudita. Chad Stahelski, ancora una volta dietro la macchina da presa, porta l’azione al massimo con espedienti interessanti e visivamente emozionanti, per quanto alcuni rasentino l’inverosimile e il comico.

Keanu Reeves è John Wick in uno scatto del film (©2018 Niko Tavernise)

La trama è semplice, dopo esser stato scomunicato nel film precedente dal sindacato degli assassini per aver ucciso un membro della tavola alta all’interno del Continental, John Wick dovrà sopravvivere ai killer mondiali che gli danno la caccia per la spropositata taglia sulla sua testa.

Stahelski trasforma New York in un immenso luna park, ogni luogo nella fuga del protagonista diventa una stanza a tema, al cui interno avvengono pittoresche azioni di lotta. Qui infatti, i combattimenti vengono portati all’eccesso, al grado massimo di violenza e fantasia. Il regista, famoso stuntman, riversa nel film tutta la sua conoscenza del settore e noi spettatori non possiamo che ammirare estasiati il lavoro compiuto sullo stunt. Questo basta? no, perché l’azione sembra esser fine a sé stessa mancando di una solida storia che giustifichi appieno le azioni dei personaggi. John Wick è una macchina omicida, ma a differenza del primo film non è chiaro il suo scopo, il suo continuare a correre e a lottare.

Un attaccamento alla vita che è sprovvisto di legami affettivi, tolto quello per la defunta moglie che sul letto di morte lo esortava a vivere. Questo però non giustifica del tutto le azioni del protagonista. É la sola sopravvivenza a muovere l’uomo nero in quello che si può definire a tutti gli effetti un survival movie. Una sopravvivenza però senza profondità e con un personaggio relegato al solo atto meccanico dell’omicidio. Ciò non toglie niente alla pura estasi dell’action che nella scena con Halle Berry e i suoi cani raggiunge livelli davvero encomiabili.

John Wick (Keanu Reeves) e Sofia (Hale Berry) in una scena del film (© 01 Distribution)

Il Winston di Ian McShane ruba la scena, si contraddistingue per essere il personaggio costruito meglio e con un fine chiaro. Ritorna in questo terzo capitolo anche Laurence Fishburne nei panni di Bowery King, il re del sottosuolo. Un omaggio a quel lontano Matrix che insieme a Reeves li consacrò per sempre nella storia del cinema. La chimica tra i due non sembra essersi incrinata nel tempo e vederli insieme sullo schermo è sempre piacevole.

John Wick 3 – Parabellum è l’apoteosi dell’action movie, quello puro, fatto di testosterone e botte da orbi. Purtroppo la storia svolge un ruolo predominante nell’incrinare l’ottimo lavoro svolto sulla spettacolarizzazione e questo porta il film ben lontano da quel primo John Wick che fu una grande rivelazione di genere.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

Fonte delle immagini: © 01 Distribution