Ogni impresa nella storia ha avuto un inizio e una fine che definiscono un lasso di tempo a tratti indescrivibile, capace di restringersi e dilatarsi secondo la situazione. Marguerite è una semplice spettatrice e tutto ciò che le rimane è l’attesa. Dopo la cattura da parte dei collaborazionisti francesi di suo marito, membro della Resistenza, ogni gesto le sembra effimero e inefficace.

Con La Douleur, Emmanuel Finkiel vuole descrivere la speranza e il tormento dell’animo umano. All’interno di una Parigi disabitata e afflitta dai bombardamenti, lo spazio sembra aumentare sempre più tra i due amanti e Marguerite lo sa. Ma allo stesso modo della donna ebrea che stira ancora i vestiti della figlia, deportata in un campo di concentramento, la sua speranza sfida ogni possibilità logica e si erge come ultimo appiglio prima della totale disperazione, già visibile sul suo volto.

Una fotografia tenue e dai colori sbiaditi ricopre le immagini e un montaggio minimale traccia le fila della storia. La regia si esprime al suo meglio per tentare di raffigurare tutto il dolore possibile. Scene struggenti si susseguono di continuo, lasciando trasparire un pathos che diventando esagerato finisce per sminuirsi.

Ispirato al romanzo di Marguerite Duras, il film si basa su una sceneggiatura essenziale, di poche parole, e proprio qui risiede il punto debole del film. Con una regia eccelsa e delle interpretazioni ammirevoli, la pellicola viene caricata di emozioni attraverso musiche e silenzi. Sono proprio le parole a mancare. Troppe poche in un film che ne avrebbe davvero molte da dire. Un membro della Resistenza francese e personaggio forte come Marguerite, posta di fronte alla sconfitta morale del paese e alla possibile morte del marito, perde la sua occasione. Quella di esprimere la voce di una donna tenace che ha il coraggio di raccontare il suo sdegno e la sua rabbia, insieme alla quasi banale angoscia.

Fonte: mymovies.it

La douleur si fa carico di un peso immenso, della sconfitta e della voce di un intero popolo. Il suo scopo è nobile e con una regia ereditata dai maestri francesi e interpretazioni abili a tratti ci riesce. Ma proprio quella voce, che tenta di affiorare durante il film, viene fatta tacere. Il coraggio è venuto a mancare e tutto ciò che gli resta è il silenzio.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

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