Negli anni ‘20 Ricciotto Canudo definì il cinema la settima arte, e mai nessuna definizione fu più azzeccata, soprattutto quando ci si trova davanti un’opera cinematografica come La favorita. La bellezza delle immagini scaturisce dalla regia di un occhio sapiente, conscio delle possibilità e qualità del mezzo cinematografico. La macchina da presa segue con profonda eleganza i personaggi in un ambiente esaltato da un’impeccabile fotografia. Lanthimos fa un uso ricercato – ma mai pretenzioso – del carrello, del grandangolo, del rallenty e di un fish-eye al contempo disturbante e intrigante.

Emma Stone nei panni di Abigail Masham

Alla 75esima edizione della mostra del cinema di Venezia, La favorita ha vinto il Leone d’Argento – Gran premio della giuria dimostrandosi così uno dei migliori film di quest’annata. La sceneggiatura di Deborah Davis e Tony McNamara attinge a piene mani dalla storia, quella della regina Anna di Gran Bretagna e delle due donne che si sono succedute al suo fianco come “favorite”.

Abigail Masham, interpretata da Emma Stone, è una giovane nobildonna caduta in disgrazia che cerca riscatto presso la corte della regina, dove viene accolta dalla Sarah Churchill di Rachel Weisz, attuale  Keeper of the Privy Purse e concubina della regina. Dal suo arrivo in poi Abigail farà di tutto pur di usurpare alla cugina il ruolo predominante al fianco della sovrana, dando così vita ad una sfida per il potere. Curioso è il fatto che un altro film, attualmente in sala, affronti in modo analogo il dualismo femminile in un contesto storico, ed è il Maria regina di Scozia della regista Josie Rourke.

L’ambientazione storica, come spesso accade, è un pretesto per raccontare qualcos’altro: la donna in un mondo di uomini. La favorita è un film al femminile, dove viene messo in atto un ribaltamento di genere in cui la donna si fa uomo e l’uomo si fa donna. Un espediente che trova forma nella rappresentazione estetica dei personaggi quanto nei loro comportamenti: laddove la donna è pulita e senza trucco, l’uomo è il suo esatto opposto e la sua vanità trova sfogo in trucchi pesanti e sgargianti parrucche.

Olivia Colman nei panni della Regina Anna (Photo by Atsushi Nishijima. © 2018 Twentieth Century Fox)

Il film, privando l’uomo della sua mascolinità, lo evira, lo rende una macchietta infantile mossa dai propri piaceri e al cui gioco le protagoniste non sottostanno, anzi lo denigrano. Affinché il mondo femminile possa emergere, così trovando la sua giusta rappresentazione, la sessualità predominante maschile deve essere dissacrata. Nel fare ciò il regista si avvale dell’ottima recitazione delle tre attrici protagoniste.

Olivia Colman è perfetta nei panni della Regina Anna. L’attrice dà luce a tutta la complessità del suo personaggio, a tratti grottesco e infantile, attraverso un attento lavoro sui movimenti e sugli sguardi di una donna fragile, spezzata in due dalla malattia e dalle tragiche gravidanze e alla ricerca spasmodica di affetto. Emma Stone e Rachel Weisz non sono da meno. La Stone fa suo il personaggio e lo spazio che lo circonda, muovendosi come se fosse veramente Abigail Masham. La recitazione delle tre attrici è così ammaliante, realistica e allo stesso tempo graffiante da rompere lo schermo.

Rachel Weisz e Emma Stone in scena del film ( Photo by Atsushi Nishijima. © 2018 Twentieth Century Fox)

Le protagoniste, inoltre, si muovono in un’ambientazione claustrofobica – dilatata quando ripresa dal fish-eye – di cui la fotografia di Robbie Ryan ne esalta la portata attraverso un gioco di luci e ombre. Quest’ultimo aspetto fa risaltare la “scrittura di luce” con cui il cinema dà vita alle immagini, dentro e fuori lo schermo. A Yorgos Mavropsaridis va invece il merito di un montaggio eccezionale che regala alcune delle dissolvenze incrociate più belle degli ultimi anni.

La favorita di Yorgos Lanthimos è il cinema nella sua compiutezza artistica. Un film in grado di ribaltare le questioni di genere, dando un volto vero al mondo femminile, e che con ogni movimento di macchina omaggia tutta la storia del cinema.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

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