“Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana, e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento… ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore: sono queste le cose che ci tengono in vita.”

Sembra quasi doveroso approcciarsi a L’Attimo fuggente con una delle frasi più famose. O forse è solo la reazione che ha sempre suscitato questa e altre citazioni e il film intero a farmi decidere di cominciare l’articolo, dedicato a festeggiare i 30 anni della pellicola, in maniera più soggettiva, emotiva del solito.

Robin Williams © Moviemania

Non è questo, essenzialmente, che il professor John Keating (un eccezionale Robin Williams) ha provato ad instillare ai suoi ragazzi? Qual è la differenza tra leggere un romanzo o una poesia e comprenderne il senso logico e percepire, sentire, benché a modo proprio, con la propria limitata esperienza umana, quello che l’autore sentiva e voleva trasmettere? Tra studiare e pensare con la propria testa? Tra il frequentare il college Welton in maniera apatica, col solo obiettivo di ottenere il prestigioso diploma, non importa come, e sceglierla la propria strada, cercando di comprendere e accettare sé stessi?

È vero: ci sono tanti (altri) insegnamenti che un professore può trasmetterti, oltre al detto – benché latino – carpe diem. Potrebbe sembrare addirittura un consiglio fuori luogo in un contesto come quello di giovani studenti che devono ancora formarsi, in un college esclusivo e privilegiato dell’America di fine anni ’50.

Eppure, chi non avrebbe voluto avere un professore come lui, nel corso dei suoi studi? Dal semplice e potente atto dello strappare le pagine di un libro, al trovare il proprio passo, il proprio punto di vista: John Keating incarna la figura di un uomo fuori e dentro tutti i tempi, attuale nel 1959, riprodotto nel 1989, ancora amato oggi.

L’attimo fuggente, diretto da Peter Wier, ebbe un grande successo quando debuttò nei cinema e portò alla ribalta un giovanissimo Ethan Hawke, interprete di uno degli studenti, il timido e balbettante Todd, al fianco degli altri personaggi Neil (Robert Sean Leonard), Knox (Josh Charles) e Charlie (Gale Hansen).

Robin Williams ed Ethan Hawke, © Youtube

Neil non ha un buon rapporto col padre, che gli impedisce di dedicarsi a qualsiasi altra attività oltre allo studio (memore della povertà che lo attanagliava quando era giovane). Non riesce a confrontarsi con lui e a seguire la propria voce: sarà proprio l’incontro col professore a fare chiarezza e a donargli il coraggio di riportare in vita la “setta dei poeti estinti”; Knox si innamora di Chris, per la quale andrà contro tutto e tutti (in particolare il fidanzato aggressivo); Charlie sfiderà le autorità della scuola per far valere le proprie convinzioni; ma è Todd il personaggio che ha lo sviluppo e cambiamento più importante tra i protagonisti.

È lui che dimostra di aver recepito in modo più forte ciò che Keating ha provato ad insegnar loro: il gesto di solidarietà e supporto finale è solo che una conferma di quanto il mestiere dell’insegnante sia il più gratificante e bello del mondo, se fatto in maniera tale da far affiorare la persona che c’è dietro lo studente.

L’attimo fuggente è un film che merita di essere inserito tra i classici della storia del cinema: è un’opera d’arte che stimola reazioni attraverso i tempi.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

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