Gli avvenimenti di una mattina sconvolgono la vita del vicequestore Francesco Prencipe (Riccardo Scamarcio). Mentre è di ritorno dalla visita al suo migliore amico Giovanni Mastropaolo (Alessio Boni), che non vedeva ormai da due anni, gli giunge la notizia che quella stessa mattina è stato assassinato con un colpo alla testa. Francesco, l’ultimo ad aver visto la vittima, è ora il principale indiziato.

Il film di Andrea Zaccariello scorre su una linea sottile tra verità e menzogna, in cui realtà e finzione si intrecciano per creare uno spettacolo pirandelliano. Nonostante le aspettative per il cast, tra cui oltre a Riccardo Scamarcio compaiono Claudia Gerini ed Edoardo Pesce, la trama risente della sceneggiatura poco fluida. I ruoli femminili vengono notevolmente sottovalutati, affidando a Claudia Gerini l’interpretazione di un personaggio secondario e con una voce flebile, quasi impercettibile per il tono basso con cui parla.

La sceneggiatura viaggia tra alti e bassi, tra credibilità e battute che faticano a reggere il tono della pellicola. I continui flashback e flashforward tra il presente e la giovinezza dei protagonisti creano un clima di caos nello spettatore, tanto che il nostro sguardo si concentra su di esso, lasciando in secondo piano ogni possibile svolgimento. È comunque ammirevole l’intento del film di allontanarsi dallo schema tipico del genere. Di convenzionale viene mantenuto l’aspetto dei personaggi, le loro emozioni e reazioni, rendendo prevedibile ogni possibile sviluppo.

Come spesso capita ai film italiani, le ottime intenzione e l’ambizioso progetto iniziale cozzano con la sceneggiatura carente di coerenza e di fluidità. Proprio così, Non sono un assassino crea un clima dark e un’apologia del Male che fanno ben sperare, ma la realizzazione genera delle crepe nel tessuto narrativo che a poco a poco fanno crollare l’intera struttura.

 

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Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

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