La cinematografia americana è ricca di revenge movie, storie in cui il singolo porta avanti la sua personale e violenta vendetta ai danni degli assassini della propria famiglia. Il regista di Peppermint – L’angelo della vendetta, Pierre Morel, è conosciuto appunto per aver diretto il primo film della fortunata saga di Taken, Io vi troverò del 2008. Questa volta Morel adotta un ribaltamento di genere e al posto di un Liam Neeson troviamo Jennifer Garner. L’attrice, conosciuta per la serie Alias e il film Elektra, sembrerebbe sulla carta una scelta congeniale al genere, ma la sceneggiatura la imbriglia in un personaggio stereotipato. I dialoghi del film, un manuale di cliché, non aiutano la Garner quanto lo spettatore a seguire con serietà la storia.

Jennifer Garner è Riley North (Photo by Tony Rivetti ©2017 STX Financing)

Riley North (Jennifer Garner) è una madre di famiglia sopravvissuta ad una sparatoria che ha visto morire il marito e la figlia. L’omicidio, commissionato da un boss del narcotraffico locale (Juan Pablo Raba), rimarrà impunito e la corruzione della polizia e del sistema giudiziario permetterà ai colpevoli di tornare a piede libero. A niente varrà la testimonianza della donna che dovrà cercare da sé la propria vendetta.

Un classico plot del genere family revenge, non molto dissimile da film come Il risolutore. Ciò non vuol dire che un film dalla struttura classica sia noioso, ma è l’utilizzo nella messa in scena che fa la differenza. Ciò che stupisce in Peppermint, infattiè il suo allontanarsi dalla produzione moderna, avvicinandosi a quella dei primi anni duemila per montaggio, regia e soprattutto per impiego della colonna sonora. Inoltre Morel non sembra sfruttare appieno il punto di forza del suo film, la protagonista.

Jennifer Garner in una scena del film (Photo by Tony Rivetti ©2017 STX Financing)

Riley North è un guscio vuoto, ne viene mostrata l’indole materna e affettuosa nei flashback, ma tolto questo, il film non va oltre. Non vi è nessuna differenza con un protagonista maschile, anzi la Garner viene vestita di un machismo che ovviamente non le calza. Altri film hanno rappresentato la badass girl dando spessore proprio all’essere donna. Gli esempi sono molteplici: dalla Furiosa di Charlize Theron in Mad Max: Fury Road a Uma Thurman in Kill Bill, dalla Ellen Ripley di Sigourney Weaver in Alien a Jennifer Lawrence in Hunger Games.

L’ultimo film di Pierre Morel è prevedibile, viaggia su strade fin troppo battute e che a stento coinvolgono. Io vi troverò, sceneggiato da Luc Besson e Robert Mark Kamen, aveva sorpreso il pubblico e Peppermint – L’angelo della vendetta non ne regge il confronto.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

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