Jonah, Joel e Manny tentano di sopravvivere in ogni modo, ma vogliono di più. I due genitori sono giovani e assenti, la loro relazione a tratti passionale e violenta si fa sentire. I tre fratelli si stringono creando un legame indissolubile e rifugiandosi in mondi tutti loro.

Jonah, interpretato da Evan Rosado, è il motore della storia. Occhio vigile della famiglia e figlio più piccolo, ha in sé una sensibilità e un’immaginazione che lo rendono diverso. I suoi disegni fanno da intermezzo con scene animate tra i racconti della quotidianità e della vita da cui la madre tenta di proteggerlo.

Il regista Jeremiah Zagar segue con la cinepresa in spalla i movimenti dei tre piccoli protagonisti esordienti che, a sorpresa, per gran parte del tempo improvvisano scene che imprimono un realismo e una sofferenza tangibile all’occhio dello spettatore. Con una pellicola da 16 mm Zagar raccoglie lunghi primi piani dei bambini e degli attori per raccoglierne ogni minima emozione.

Quando eravamo fratelli non è una semplice storia di formazione, ma si pone come vero e proprio viaggio dall’innocenza alla coscienza del mondo, del suo dolore e le sue fatiche. La scoperta della sessualità gioca un ruolo fondamentale per Jonah, la sua vera essenza è alle porte e l’innocenza che ha in sé lo proteggerà ancora per poco dal dolore che lo verrà a cercare.

Ispirato al romanzo di Justin Torres Noi, gli animali (We the animals, titolo originale del film), Zagar costruisce una narrazione potente ed emotiva, a tratti esplosiva, in cui l’animo sognatore di Jonah si scontra con la cruda realtà. Tutto ciò che vorrebbe in quei momenti sarebbe galleggiare libero e indisturbato perché, a lui, sembra quasi di volare.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

Copyright immagini: I Wonder Pictures©
© riproduzione riservata