Le scoperte della grande Marie Curie hanno cambiato, e cambiano tuttora, il mondo in cui viviamo. Molto spesso è però facile dimenticarsi dell’impatto che questa donna ha avuto nel mondo della scienza e non solo. Ma la sua vicenda riemerge oggi grazie alla nuova pellicola diretta da Marjane Satrapi. Snodandosi tra fine 1800 fino agli anni ’60, Radioactive ripercorre la vita del premio Nobel, l’indissolubile legame col marito Pierre e il destino che il futuro ha riservato alle sue innovazioni.

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Rosamund Pike è Marie Curie in Radioactive Fonte: @eagle pictures

Una donna fuori dall’ordinario

Parigi, 1894: una giovane Maria Sklodowska (Rosamund Pike), emigrata polacca e brillante scienziata, è alla ricerca di un laboratorio in cui condurre i suoi studi sulle sostanze radioattive per osservarne il comportamento e le proprietà. Una ricerca che si rivela difficoltosa viste le poche risorse economiche e il grande stigma che ancora aleggiava sulle “donne di scienza”. Scappata dalla Polonia russa alla ricerca di emancipazione e di possibilità di studio, Maria deve fare i conti con una realtà ancora fortemente patriarcale. La realtà della comunità scientifica francese.

É allora che la sua storia si incrocia con quella di Pierre Curie (Sam Riley), rinomato fisico e matematico parigino. Il suo amore per la scienza e la stima nei confronti di Marie (nome francesizzato con cui era conosciuta) lo spingono ad offrirle un luogo dove portare avanti le sue ricerche. Dapprima restia ad accettare un qualsiasi tipo di aiuto, Marie infine si convince e inizia il suo lavoro a fianco di Pierre e dei suoi collaboratori. Sarà proprio il sodalizio scientifico tra i due a portare alla scoperta di due nuovi elementi: il Radio e il Polonio, così nominato in onore della patria di Marie. Ma la loro relazione va presto ben oltre la semplice amicizia. L’amore tra Pierre e Marie li seguirà per il corso di tutta la loro vita e verrà riversato nelle loro stesse ricerche.

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Marie e Pierre Curie Fonte: ToDoMovies

Il lavoro a stretto contatto con materiali radioattivi comporta però molti pericoli. Pericoli che allora erano ancora sconosciuti anche dai più esperti. E l’enorme potenziale della scoperta, lasciata in mani sbagliate, provocherà alcuni dei più grandi disastri nella storia dell’umanità.

Marie e Pierre

Fin dal suo primo arrivo a Parigi, Marie si è fatta strada in un mondo di uomini. La Sorbona di Parigi, pur essendo un fulcro europeo di scoperte e rivoluzioni, era rimasta aggrappata a valori ormai datati. E dopo la conquista della laurea in scienze, la brillante mente puntava a scuotere quegli stessi valori. Quindici anni dopo il suo primo ingresso nei cortili della Sorbona, Marie sarebbe diventata la prima insegnante donna dell’università

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Pierre Curie in Radioactive Fonte:@eagle pictures

La determinazione di Marie la rese una donna indipendente ed estremamente moderna. Il rifiuto per ogni tipo di aiuto, inizialmente anche nei confronti del futuro marito Pierre, aveva un motivo ben preciso. La paura che le sue intuizioni potessero essere attribuite all’uomo che è stato per anni al suo fianco erano più che fondate. Il solo rifiuto di abbandonare il suo cognome nubile dopo le nozze fu una scelta considerata allora incredibile. Ma è proprio dalla collaborazione lavorativa di Pierre e Marie che nasce un rapporto che va oltre le tradizioni e le convenzioni del loro tempo. Fianco a fianco, nella vita e negli studi, dimostrarono di poter stimolare il potenziale presente nell’uno e nell’altro. Non con la prevaricazione e l’oppressione, ma con la fiducia e il rispetto i coniugi riuscirono a raggiungere l’ambito premio Nobel per la fisica nel 1903.

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Marie Curie (Rosamund Pike) in un frame di Radioactive Fonte: @eagle pictures

Un racconto che va oltre al suo tempo

Radioactive non si limita agli anni di vita di Marie Curie. Gli studi sulla radioattività, nati dalla sua mente e portati avanti tra gli altri anche dalla sua primogenita Irene, hanno determinato cambiamenti epocali. Non solo nel bene ma anche nel male. Come sostenne Pierre Curie nel discorso di accettazione del Nobel nel 1903

Si può ritenere che, in mani criminali, il radio possa diventare molto pericoloso; ci si può chiedere se l’umanità saprà trarre vantaggi dalla conoscenza dei segreti della Natura, se è matura per approfittarne o se questa conoscenza potrà invece essere nociva. L’esempio della scoperta di Nobel è significativo […] Sono uno di quelli che pensano, come Nobel, che l’umanità saprà trarre più benefici che danni dalle nuove scoperte.

É l’umanità infatti ad applicare le scoperte dei Curie in campo medico, portando alla creazione dei primi macchinari a radiazioni per la cura del cancro. Ma è la stessa umanità che, durante la Seconda guerra mondiale, da vita ad una delle più micidiali armi mai create: la bomba atomica. La sua realizzazione è stata possibile anche grazie agli studi sulla radioattività della scienziata. I frame degli eventi più importanti della vita di Marie si alternano con diversi flashforward, mostrando il contrasto tra le intenzioni originali e l’utilizzo fatto delle sue innovazioni.

Il cambiamento nel suo tempo

L’emancipazione di Marie era un tratto estremamente moderno della sua personalità. I suoi modi non convenzionali le costarono però caro, rendendola il bersaglio dell’opinione pubblica e della stampa parigina. Ma ciò non bastò ad abbatterla e a fermare la rivoluzione a cui aveva dato moto. Marie Curie fu il simbolo del tanto atteso riscatto femminile che avrebbe caratterizzato tutto il 1900 e che continua ad essere una questione attuale. Riconoscimenti quali il premio Nobel e la cattedra di fisica alla Sorbona erano impensabili per una donna, fino a quando non ruppe ogni convenzione con la sua genialità.

Marie Curie diventa la prima docente donna della Sorbona Fonte: @eagle pictures

Con l’arrivo della Prima guerra mondiale, il ruolo femminile si modificò profondamente, portando molte sui campi come infermiere per soccorrere i feriti. Tra queste anche Marie, presente in prima linea nonostante la malattia dovuta da una vita sottoposta a forti radiazioni con la figlia Irene. Con l’utilizzo di macchine a raggi X salvarono innumerevoli giovani da amputazioni non necessarie in quella che fu l’ultima, incredibile sfida di Marie.

La regista Marjane Satrapi, scrittrice del celebre romanzo a fumetti Persepolis, con Radioactive rende così omaggio a una figura chiave del movimento di emancipazione femminile in Europa e nel mondo. Portando sul grande schermo tutta la forza, l’intraprendenza ma anche la sensibilità di una delle più grandiose menti del secolo scorso. La storia di Marie Curie deve essere un esempio per ognuno di noi, un invito a perseguire la propria strada senza scendere a compromessi. Un sfida a lottare contro pregiudizi e convenzioni, qualunque essi siano. E la richiesta di far emergere il meglio in chi ci affianca, perché solo con la collaborazione si può giungere in alto.

VOTO: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10
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