Con l’arrivo del Capodanno arrivano anche i buoni propositi per l’anno nuovo, dall’ormai scontata frase “da lunedì in palestra” all’impegnarsi di più in quello che per noi sembra esser difficile. E così il primo gennaio sbarca al cinema Ralph spacca internet, un film d’animazione che parla di buone azioni e della paura del distacco. Non solo, l’afflizione dovuta alla routine di un mondo ormai stretto viene vissuta dalla piccola Vanellope, il cui ruolo in questo sequel trova maggior spazio alla pari del protagonista.

Ralph dal canto suo sembra esser contento della propria vita che, dopo le vicissitudini del film precedente, ha raggiunto uno status quo positivo in cui non è più visto come un nemico e una persona da emarginare ma come un amico e parte integrante della comunità videoludica della sala giochi. Vanellope è la sua ancora, la prima persona che ha creduto in lui e lo ha chiamato amico.

Ralph e Vanellope in una scena del film

Sono passati sei anni e i due vivono una spensierata amicizia che li porta a separarsi solo nel momento del “lavoro”, ossia quando devono assumere il loro ruolo di avatar nei rispettivi giochi. Tutto è perfetto, ma la voglia di nuove avventure di Vanellope si fa sempre più forte, stanca di conoscere a menadito i percorsi del suo mondo. Sarà la volontà di Ralph nel rendere felice la giovane a dare il via alla storia.

Infatti dopo aver creato un nuovo tracciato con cui la giovane possa divertirsi il gioco viene rotto dalla bambina reale, che cerca di contrastare l’errore rimanendo con il volante in mano, condannando Sugar Rush alla chiusura e all’esodo dei suoi abitanti nel mondo di mezzo dei personaggi dei videogiochi. L’unica chance di salvarlo è il solo volante rimasto in circolazione e in vendita su eBay ad un prezzo fuori dalla portata del proprietario della sala giochi.

L’arrivo di Internet sarà il punto di svolta per Ralph e Vanellope, che varcheranno la soglia di un mondo nuovo e a loro sconosciuto alla ricerca di quel volante che sarà la quest portante del film. Il loro arrivo nel World Wide Web ricorda quello del Ready Player One di Spielberg dove ogni sito, blog o portale si presenta come un palazzo o un’abitazione che insieme costituiscono una città infinita e senza confini. Ciò che per noi è solo un schermo costituito da immagini e scritte, per loro è un vero e proprio mondo in cui quelle stesse immagini e scritte prendono vita.

Una scena del film (© Disney)

Vediamo l’albero di Twitter con i suoi uccellini, l’immenso palazzo di Google, Spam e Pop-up rappresentati da molesti omini e AdBlock in veste di Bodyguard. Il mondo digitale viene quindi personificato, un po’ come le emozioni di Inside Out.

È interessante la rappresentazione dell’uomo in questo mondo di cui è autore e navigatore ma non abitante, nel vero senso della parola. Solo per mezzo di un avatar possiamo addentrarci al suo interno, come un’astronauta che indossa la sua tuta per poter sopravvivere nel spazio ma i cui movimenti saranno limitati. Così sono gli alter ego degli uomini, omini stilizzati e scattosi che si distinguono dalla fluidità e dalla “risoluzione” degli abitanti del web. Loro sono i pesci, veloci e a loro agio nel proprio habitat e noi siamo i sommozzatori che hanno bisogno di bombole e boccaglio per respirare.

L’incontro con Shank, la protagonista del violento gioco di macchine chiamato Slaughter Race, porta Vanellope a desiderare di abbandonare Sugar Rush per poter vivere nuove avventure. Troverà però dall’altra parte la resistenza di Ralph, il cui morboso attaccamento verso la ragazza lo porterà a compiere azioni discutibili affinché non venga abbandonato. Ed è questo il tema che permea l’intero film: il senso di perdita e la conseguente battaglia per scenderci a patti. Il distacco non sempre è negativo ma è difficile da affrontare. Allontanarsi da ciò che crea la nostra identità e dona sicurezza alla nostra vita, grazie anche a quella routine che dà forma al quotidiano.

I protagonisti mentre viaggiano nel web

Lasciar andare per la propria strada un amico o un figlio fa paura, fa male, richiede sempre una grande forza d’animo e a volte ci porta ad esser morbosi e a compiere azioni di cui ci pentiremo. Ma una volta accettato sapremo trovarne i lati positivi, come la consapevolezza che la persona che lasciamo starà compiendo il suo viaggio, diverso dal nostro, ma si potrá sempre trovarla nel momento del bisogno e come nel film, nei giorni liberi dal lavoro.

Oltre la magia dietro il messaggio di fondo del racconto, la Disney compie un passo ulteriore, quello di autocitarsi e sponsorizzarsi. Aspetto che potrebbe fa storcere il naso ma considerando da quanti anni è in attività la casa di Topolino si può anche affermare che se lo può permettere. Vediamo il mondo Marvel, il castello delle principesse e svariati personaggi di altri lungometraggi, come la volpe di Zootropolis o gli Stormtrooper di Star Wars. Ma la scena madre di questo momento è l’incontro di Vanellope con tutte le principesse Disney ed è qui che la casa di produzione si interroga sulle proprie eroine con una forte autoironia. I ruoli di spicco femminili non mancano, da Shank a Sisi – il boss di Buzzfeed –  vengono mostrate donne forti e al comando, un po’ in contrapposizione con le principesse di un tempo.

Copyright Entertainment Weekly

Ralph spacca internet è un film ipertestuale, come lo è appunto il web, e non manca appunto di citazioni e riferimenti alla cultura e alle usanze del mondo moderno come quello dei social, di cui viene mostrata l’ambiguità: da una parte il piacere di mostrarsi e ricevere like ma anche lo sconforto dietro freddi commenti che si fermano alla superficialità e non si pongono il problema di ferire chi li riceve.

Argomento non nuovo nel cinema d’oggi ma se inserito in un cartone, il cui target di riferimento sono anche e soprattutto i bambini, allora il film si mostra come un ottimo insegnamento per le nuove generazioni che imparano a conoscere attraverso il divertimento anche il lato nascosto e pericoloso di Internet. Ma non solo, imparano che cosa sono il distacco e il possesso morboso e come poterli affrontare, al pari dei genitori che li accompagnano in sala consapevoli che un giorno dovranno lasciarli andare.

Ralph, Sisi e Vanellope in una scena del film

Ralph spacca internet è un film che abbraccia un target molto ampio, infatti molte citazioni e riferimenti possono esser colti solo da un pubblico adulto che ne apprezzi la sottigliezza, e si rivela un ottimo prodotto per tutta la famiglia. Una buona dose di risate e allegria accompagnano quasi tutta la visione di quello che si potrebbe definire un lungometraggio d’animazione in linea con i tempi e dal sapore didattico.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10