Legati da una vecchia amicizia, Alessandro e Gigi intraprendono una missione alquanto insolita: in punto di morte, Alessandro eredita una grande somma di denaro dal padre, il quale li destina al futuro nipote. Non avendo eredi, con l’aiuto dell’amico il protagonista decide di truffare il notaio sottraendo la paternità del figlio di Gigi. Tutto sembra andare secondo i piani finché l’inaspettato non si mette sulla loro strada, privandoli del già assaporato bottino.

Sotto la regia di Antonello Grimaldi, direttore del pluripremiato Caos Calmo, i due protagonisti interpretati da Michele Riondino e Alessandro Roja affronteranno l’impensabile tra le montagne del Trentino.

Indagando l’amicizia nel mondo maschile, la pellicola ricade nella contraddizione di cliché e luoghi comuni, le cui vittime sono principalmente le interpreti femminile. Svilite, tradite e relegate all’ignoranza, sono condannate all’emarginazione in uno sfondo che riprende tristemente la realtà. Un maschilismo che riesce a infiltrarsi anche nella cultura, intaccando spettatori ignari e incoscienti del fragore delle loro risate complici. I personaggi maschili vengono logorati da un machismo dilagante, in cui i tradimenti sono luogo di vanto e l’omosessualità il male da cui fuggire.

Restiamo amici ritrae una realtà che tutt’oggi, nel 2019, sembra decisamente discriminatoria e in cui identificarsi è alquanto difficile e doloroso. La sceneggiatura distrugge ogni barlume di credibilità e di umanità che trasudano dallo schermo, ogni singola scena ci richiede uno sforzo ulteriore e la rabbia e lo sdegno non fanno altro che accumularsi.

Restiamo amici non è altro che una commedia che, costruendo personaggi bigotti e un’atmosfera retrograda, non sembra altro che una tragedia.

 

Voto: 🌊/10

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