“L’azione, la tragedia greca – cioè l’ascesa verso il potere e la perdita disastrosa del potere – e dentro c’è ovviamente la storia d’amore, poi la spettacolarità e un tono di racconto che mi hanno sempre interessato.”

Così esordisce Renato De Maria alla conferenza stampa per il suo ultimo lavoro, Lo Spietato, prodotto da Bibi Film e Rai Cinema, con la collaborazione di Netflix – aggiuntasi quasi al termine delle riprese.

Il film è un adattamento cinematografico di un romanzo molto amato da De Maria, Manager Calibro 9, che nel 2015, dopo aver diretto il documentario Italian Gangsters, si è convinto a portare sullo schermo.

La storia percorre venticinque anni della mala italiana, attraverso Santo Russo (Riccardo Scamarcio) un antieroe che, dalla Calabria “si fa da solo” e arriva a dominare la scena criminale milanese. Dopo i primi furti insieme al suo compagno di cella del carcere minorile, Slim (Alessio Praticò) e al suo braccio destro Mario (Alessandro Tedeschi), riesce a farsi un nome e ad entrare in affari con i più importanti malavitosi dedicandosi a rapine, sequestri, traffici di stupefacenti e riciclaggi.

È evidente l’amore per il film di genere: il regista, che è anche sceneggiatore ha lavorato con Valentina Strada e Federico Gnesini per tre anni, ricreando con estrema cura il vibe degli anni ’80, concentrandosi sui minimi particolari della Milano che ha vissuto. Dagli abiti alla musica (chapeau a Riccardo Sinigallia e alla sua scelta di brani tutti italiani), dalle automobili alle ricostruzioni degli interni delle case, la Milano de Lo Spietato è vivida sotto la spinta dell’arte contemporanea (gustosissima la scena col performer) e allo scintillio del lusso, delle possibilità e della ricchezza. Sia De Maria che Scamarcio affermano di essersi guardati indietro e aver ripescato nei propri ricordi e nelle proprie esperienze per ricreare l’atmosfera del film, ammettendo di essersi ispirati a Goodfellas.

Marie-Ange Casta e Riccardo Scamarcio , © Netflix, Inc. All rights reserved.

Santo arriverà a godersi la Milano che ha sempre sognato e a dividersi tra l’amore per la “donna angelica”, sua moglie Mariangela (nomen omen), interpretata da Sara Serraiocco e l’amante francese sensuale e irraggiungibile Annabelle (Marie-Ange Casta).

Nonostante le numerose scene crude e la spietatezza del protagonista che non guarda in faccia a nessuno e si fa da sé i suoi “miracoli” (ovvero esecuzioni a sangue freddo), il film rimane comunque leggero e anzi, quasi comico, grazie innanzitutto al tocco di De Maria che dice “abbiamo giocato e ci siamo divertiti” e all’interpretazione di Scamarcio.

Vista la diffusione in 140 Paesi garantita da Netflix e quindi una visione di una platea internazionale, Scamarcio e la Serraiocco rivelano che si stanno doppiando in inglese: una piacevole aggiunta, non comune in Italia.

Girato in sei settimane, Lo Spietato, dopo tre giorni sui grandi schermi, si trasferirà su Netflix dal 19 aprile.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

 

Immagini di copertina: © Netflix, Inc. All rights reserved.