Al secondo giorno della 14ª edizione della Festa del Cinema di Roma arriva in sala Antigone, di Sophie Deraspe. La regista canadese riscrive la tragedia di Sofocle in chiave moderna, ne riprende i nomi e il fulcro narrativo per raccontare il contemporaneo. Attinge dai fatti reali di Montreal, dove è stato ucciso un ragazzo dalla polizia, per raccontare una storia personale, di famiglia e sofferenza. Si dimostra sempre fresca e attuale la tragedia di Sofocle, una storia bianca che può esser riscritta in ogni tempo.

Nahéma Ricci è Antigone in una scena tratta dal film (Association Coopérative des Productions Audio-Visuelles)

Dal 442 a.C. arriviamo ai giorni nostri, Antigone (Nahéma Ricci) è una studentessa modello, pilastro della propria famiglia che, alla morte dei genitori, si è trasferita a Montreal insieme alla nonna. Alla morte del fratello Eteocles (Hakim Brahimi) per mano della polizia, Polynices (Rawad El-Zein), il fratello minore, verrà arrestato per aggressione a pubblico ufficiale. Da questo momento in poi la ragazza porterà avanti una battaglia per cercare di salvare la sua famiglia dal baratro e dall’estradizione.

Nahéma Ricci è la vera scoperta del film, la sua carica emotiva è talmente forte da esser palpabile. Il suo sguardo buca lo schermo e le sue lacrime calano su di noi come macigni. L’attrice si dimostra bravissima nell’alternare situazioni di profondo dolore, rabbia e felicità. Lo sguardo cambia, il volto come il corpo vengono trasfigurati dalla “guerra” e da semplice adolescente si trasforma inesorabilmente in un’eroina classica. La Ricci trasuda tutta la tragicità dell’opera originale, il suo è un viaggio a ritroso rispetto alla trasposizione.

Una scena tratta dal film (Association Coopérative des Productions Audio-Visuelles)

Il film poggia interamente sulle spalle della giovane attrice, vero pilastro della narrazione. Il resto del cast non può far altro che gravitarle intorno, come satelliti. Sophie Deraspe dal canto suo mette in gioco le sue qualità registiche, ci stimola in alcuni momenti con un montaggio congeniale e ben costruito. La tensione è crescente, tutto ruota intorno ai sentimenti dei personaggi più che alle loro vicissitudini, e così l’ambiente si fa lo specchio dell’anima.

Trattando un argomento di lotta, rivalsa sociale e contestazione delle forme del potere, Deraspe casca nel tranello del populismo, aspetto che permea l’intero film. La famiglia diventa un monolito insormontabile, un ambiente totalizzante da preservare a prescindere dal proprio benessere. Antigone pecca proprio qui, ed è difficile non passarci sopra. L’opera però, è ben costruita, sia a livello tecnico quanto emozionale, e non risente troppo di questa inflessione tematica. Non stupisce infatti la nomination agli Oscar in rappresentanza del Canada.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

Immagini di copertina: Association Coopérative des Productions Audio-Visuelles
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