Si entra nel vivo della 14ª edizione della Festa del Cinema di Roma, tra i protagonisti della seconda giornata The Aeronauts di Tom Harper. Il regista porta sul grande schermo la storia di James Glaisher, meteorologo, aeronauta e astronomo inglese del XIX secolo. La storia è stata rivisitata e romanzata, e la figura di Henry Coxwell sostituita da quella fittizia di Amelia Wren, i cui tratti sono stati ispirati da due famose aeronaute: Sophie Blanchard e Margaret Graham.

Eddy Redmayne e Felicity Jones in una scena del film (©Amazon Studios )

La storia è semplice, siamo nel 1862, Glaisher e Wren tentano di volare con la loro mongolfiera più in alto di un chiunque altro nella storia e scoprire i misteri dell’aria che avrebbero portato alla nascita della meteorologia.

The Aeronauts vede di nuovo insieme la coppia Eddy Redmayne e Felicity Jones dopo La teoria del tutto. I due sembrano ancora possedere la chimica che li ha contraddistinti nel film di Marsh. Il James Glaisher di Redmayne è un Newt Scamander senza bacchetta, e come il personaggio della Rowling è animato da una passione totalizzante e da idee avveniristiche poco condivise dalle figure del suo tempo.

All’attore sembrano aver cucito addosso gli abiti di quell’epoca, ma non il carattere e il linguaggio. Il suo è un personaggio anacronistico, come lo è d’altronde quello di Amelia. Ma non è la fedele ricostruzione che cerca Harper, è il puro sentimento di andare oltre i propri limiti e le assolute convinzioni delle caste che detengono il sapere. I protagonisti sono mossi dal fuoco della scoperta e dell’amore. Tutto viene fatto in nome della scienza e del futuro bene comune. Un ottimismo eroico, quasi fiabesco, permea l’intero film. Pulsa come il cuore innocente di un bambino che vorrebbe viaggiare tra le stelle.

Felicity Jones è Amelia Wren in una scena tratta dal film (©Amazon Studios)

La scenografia ci trasporta in una Londra che ricorda lo stile visivo di Baz Luhrmann e Terry Gilliam. I colori, le luci e le ombre provengono dal mondo circense, ad accentuare il tono fiabesco, quasi poetico del film. Le prime scene sono cariche di adrenalina, il montaggio le alterna come se vorticassero davvero nel vuoto. Harper alterna caos, tensione e una tranquillità che rivela l’animo dei protagonisti e ci riporta indietro nel loro passato.

Le scene d’azione, che ci ricordano Mission Impossible, sono ben costruite e aiutate da un ottimo lavoro sul sonoro. Il rumore della tela della mongolfiera, i passi di Amelia su di essa, il ghiaccio che si rompe, tutto ci porta lassù, visivamente e con le nostre orecchie. Congeniale è anche la scelta di non vestire il film di melò, di uno spicciolo romanticismo tra Lionel e Amelia. Anzi, il loro è un amore quasi platonico, intellettuale.

Unico neo di The Aeronauts è il girl power ostentato e modaiolo, quell’annunciarsi come tale di tanta filmografia attuale. Una forma che poco condivide con il cinema femminista più ragionato. Tale aspetto passa però in secondo piano, trasportati come siamo dalla mongolfiera e dal carisma della Jones.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

Immagini di copertina: ©Amazon Studios 
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