Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

J.J. Abrams ha riportato equilibrio nella forza, dirigendo il giusto epilogo della nuova di Star Wars. È il film di cui avevamo bisogno, ma di certo non quello che meritavamo, perché il regista cerca di tappare tutti i buchi lasciati in sospeso e di correggere ciò che è stato fatto con Gli ultimi jediL’ascesa di Skywalker è un paio di jeans eccelsamente rattoppato, dove Abrams e il suo stile inconfondibile si annullano per un fine maggiore.

Un faccia a faccia tra Rey (Daisey Ridley) e Kylo Ren (Adam driver). (Photo by Lucasfilm/Lucasfilm Ltd. – © 2019 and TM Lucasfilm Ltd.)

Di lui rimangono solo l’attenzione per l’immagine, i colori e la nostalgia. Elementi che esaltano l’epicità del viaggio dell’eroe (in questo caso dell’eroina) e il rapporto con quel passato ormai leggenda. Abbiamo tutto e il film punta dritto al cuore di ogni fan, alla sua fragilità e alle sue emozioni. La conclusione della saga è tutta emozioni e noi, lì seduti in sala, non possiamo fare altro che commuoverci e sorridere.

I brividi scorrono lungo la schiena e le braccia quando la storia ci porta davanti a delle scene stupende, forse le migliori dell’intera trilogia. L’ascesa di Skywalker è una corsa forsennata verso la fine, verso l’ultima unione di tutto ciò che è successo in questi quarantacinque anni: fondendo passato, presente e futuro.

È passato un anno dagli avvenimenti del film precedente, e mentre la ribellione si rimette in sesto e Rey (Daisy Ridley) prosegue il suo addestramento Jedi, una vecchia minaccia emerge dal passato: l’imperatore Palpatine (Ian McDiarmid) è ritornato. Questo porta scompiglio nella galassia e i ribelli non possono far altro che cercare nuove alleanze in vista della battaglia finale. Finn (John Boyega), Poe (Oscar Isaac), Rey e la crew di droidi uniranno le forze per contrastare il potere del nuovo leader supremo Kylo Ren (Adam driver), ora alleato con l’imperatore.

Daisey Ridley nei panni di Rey in una scena del film (Photo by Lucasfilm/Lucasfilm Ltd. – © 2019 and TM Lucasfilm Ltd.)

La battaglia imperversa nella galassia, ma Rey e Kylo Ren affrontano quella più grande, quella tra i due lati della forza. Il dubbio cresce in entrambi, soprattutto nella giovane apprendista jedi che verrà scossa dalla scoperta delle sue vere origini. Una discendenza che lascia basiti e lontanamente soddisfatti, ma comunque ben inserita all’interno del racconto. Il ritorno di Palpatine sembra chiamato, come se non si potesse costruire un nuovo e complesso nemico, eppure Abrams e Terrio riescono anche qui a dare un senso ragionevole alla sua presenza.

Non poteva mancare il ritorno di Lando Calrissian (Billy Dee Williams), così da chiudere il cerchio della vecchia guardia insieme a Leia (Carrie Fisher) e Han (Harrison Ford). Tuttavia non sono i volti a tornare, ma paesaggi, pianeti e parole lontane. Quest’ultime plasmano il film, quanto le azioni dei personaggi, riecheggiano nella nostra mente e rievocano vecchi ricordi. Ma come abbiamo detto, non è tutto rosa e fiori, J.J. questa volta calca la mano sul puro fan service e ci restituisce un montaggio frenetico, sconnesso e disturbante; questo almeno nella prima parte della storia, fatta di grandi spiegoni.

Le navi della ribellione unite per la battaglia (Photo by Lucasfilm/Lucasfilm Ltd. – © 2019 and TM Lucasfilm Ltd.)

Certi risvolti della trama, quanto alcune azioni dei personaggi, non sono ben chiare e forse fin troppo innocenti, ma nella seconda parte L’ascesa di Skywalker viene pompato genuinamente di adrenalina e diventa un altro film. Abrams corregge il tiro, si focalizza sui personaggi e l’azione. Tutto ciò che volevamo da Star Wars ci viene dato: scontri con le spade laser, la Forza e una stupenda guerra con navi spaziali.

Ciò che stupisce maggiormente è l’evoluzione dei guerrieri della Forza, jedi e sith, più vicini a degli stregoni come nella saga originale e meno a dei monaci come nei prequel. Una scelta azzeccata che suscita un discreto fascino e dona maggior peso all’epica battaglia tra il bene e il male. Un dualismo ambiguo e sfaccettato, diverso da quello originale di George Lucas, più ancorato al western.

Adam Driver è Kylo Ren in una scena del film (Photo by Lucasfilm/Lucasfilm Ltd. – © 2019 and TM Lucasfilm Ltd.)

Insomma, L’ascesa di Skywalker è il film delle emozioni e dell’azione, quello che volevamo e Abrams ci ha dato, risollevando una trilogia nata senza mordente, troppo spaventata dai fantasmi del passato e dall’ira dei fan più accaniti. Ma Star Wars qui vive in tutta la sua essenza, perché non è solo un film o una saga, Star wars è una “famiglia” globale e ci fa sentire tutti a casa, ogni volta.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

Immagini di copertina: Photo by Lucasfilm/Lucasfilm Ltd. – © 2019 and TM Lucasfilm Ltd.
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