di Gianluca Vona

Band di punta della corrente metal più leggera e sfarzosa denominata “glam metal”, i Crüe sono sempre stati riconosciuti come uno dei gruppi più folli ed estremi della storia del rock, la cui carriera è il sogno proibito di molti.

Il film si basa sul libro pubblicato nel 2001 “The Dirt: Confessions of the World’s Most Notorious Rock Band”, scritto dai quattro componenti della band – Tommy Lee, Mick Mars, Vince Neil e Nikki Sixx – insieme allo scrittore del New York Times Neil Strauss, e racconta la nascita e gli anni d’oro dei Crüe dal loro punto di vista. Punto di vista ovviamente distorto dall’immenso carico di droghe e alcol che li hanno sempre accompagnati, ma anche questo è il bello di sentire parlare di sé leggende del loro calibro.

“The Dirt” ha uno stile biografico interessante, con continui interventi metacinematografici dei personaggi che si inseriscono a commentare gli eventi dando un tono divertente e bizzarro alla narrazione, realizzata perfettamente dal regista Jeff Tremaine, già abituato a raccontare le folli avventure di ragazzi senza limiti grazie alla sua esperienza al fianco dei Jackass.

Fra belle ragazze, quintali di droga e le loro immortali hit, i Mötley Crüe si raccontano anche dal punto di vista personale, con la difficile infanzia di Nikki Sixx o la tragedia familiare del cantante Vince Neil, passando ovviamente dai casi mediatici che li hanno accompagnati negli anni come l’incidente automobilistico in cui perse la vita il batterista degli Hanoi Rocks Razzle o la quasi morte di Nikki Sixx per overdose o ancora lo scandalo Tommy Lee/Pamela Anderson.

Il biopic musicale sta vivendo senza dubbio il suo momento più alto, con “Bohemian Rhapsody” che ha conquistato il mondo, la stessa Rai addirittura che punta a raccontare le storie dei grandi cantanti italiani e moti altri progetti in uscita come “Rocketman” che sarà nelle sale dal 30 maggio, ma “The Dirt” si impone come uno dei migliori finora realizzati, con uno stile che lo porta fuori dall’ordinario e dimostra che ci sono altri modi per raccontare la storia di band leggendarie oltre a fare il compitino e romanzare la verità (ogni riferimento a “Bohemian Rhapsody”  è puramente casuale).

Il casting inoltre è ottimo, senza grosse star internazionali, a parte Iwan Rheon (il Ramsay Bolton di “Game of Thrones” e il Simon Bellamy di “Misfits”) nei panni di Mick Mars. Troviamo infatti le ottime interpretazioni di Douglas Booth come Nikki Sixx, Daniel Webber (“22.11.63”, “The Punisher”) come Vince Neil e nei panni di Tommy Lee il rapper americano Machine Gun Kelly.
Fra i personaggi secondari ottime le performance di Pete Davidson e David Costabile e la brevissima apparizione di Anthony Vincent, gran cantante diventato famoso col suo canale YouTube “Ten Second Songs”.

Per l’occasione è stata ovviamente rilasciata la soundtrack ufficiale del film, 18 brani che ripercorrono la carriera dei Mötley Crüe tra cui troviamo però quattro novità: tre nuove registrazioni (tra cui una cover di “Like a Virgin” di Madonna), e “The Dirt (Est. 1981)”, versione della canzone originale in featuring con Machine Gun Kelly riuscita molto bene e di cui il video fa più o meno da backstage della pellicola.

 

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

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