Il Re Mida del cinema nostrano sembra aver fatto un altro colpaccio. Con Tolo Tolo, Checco Zalone ha sbriciolato record di incassi già dal primo giorno di proiezione, con numeri da fare invidia anche a produzioni d’oltroceano. Tuttavia non è tutto oro quel che luccica.

Infatti, spettatori più o meno importanti e critici più o meno improvvisati hanno in più occasioni stroncato l’ultima fatica del comico pugliese, facendo presagire che questa volta non sarà così facile replicare le ovazioni delle precedenti pellicole. Ma perchè?

Checco in una scena del film: Medusa Film ©

Checco nel film è sempre il solito Checco, forse meno brillante in alcuni tratti, ma ancora una volta propone il suo classico personaggio, che tanto gli ha portato fortuna durante la carriera. La vera differenza sta nel contesto. Attorno a lui, infatti, viene rappresentata la condizione drammatica del viaggio dei migranti attraverso l’Africa: un’ambientazione inusuale, che proietta il film in una dimensione differente, maggiormente impegnata e sociale.

Proprio in ciò, Luca Medici (questo il vero nome di Zalone) delude i suoi fan. La sua comiciatà, infatti, è sempre stata una comicità comoda, che si avventurava nella critica della realtà che lo circonda, ma senza mai davvero colpire nel segno. Ridendo alle sue battute e gurdando i suoi film, lo spettatore si sentiva distante dal personaggio portato in scena, e poteva ridere di lui e del suo becero comportamento da uomo medio. Non ci si sentiva mai chiamati in causa e si rideva di gusto di ciò che si vedeva. D’improvviso, invece, Checco squarcia il cielo di carta e porta in scena un tema che ci tocca nel profondo: questa volta non possiamo sottrarci. È noi che sta prendendo in giro. Questa volta non abbiamo scampo.

Tolo Tolo è lontanissimo dall’essere un film di denuncia; ma lo è quanto basta perchè il suo affezionato pubblico scatti sulla difensiva, attivando la reazione inconscia: “Quando vedo un film di Checco Zalone voglio passare due ore a ridere, con  il cervello spento”.

Locandina del film: Medusa film ©

Tutto ciò ha probabilmente contribuito ad affossarlo nel parere di molti; sia chiaro, Tolo Tolo non è un capolavoro, anzi. La regia dello stesso Luca Medici è evidentemente inesperta, così come la scrittura è scollegata; le sue risate le strappa (probabilmente meno che nei precedenti) ma a tratti Checco risulta ripetitivo e spento. Tuttavia sono pochi quelli che, punti nel profondo, riescono a scindere la componente emotiva e valutarlo oggettivamente. Il problema non è di certo aver raccontato una storia particolare e sensibile come quella del viaggio dei migranti.

Checco ha parzialemente fatto fiasco, ma non per i motivi che vi raccontano i vostri amici.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

Immagine di copertina e secondary image: medusa film ©
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