La prima sensazione che si ha guardando Upload è un leggero senso di vertigine.
In un futuro prossimo (siamo nel 2033), gli esseri umani non possono vivere senza la tecnologia. E, a quanto pare, non possono neanche morire senza di essa.

La potenza tecnologica ha ormai raggiunto e riadattato ogni ambito della vita umana. Dalla stampante 3D, fornitrice di alimenti per la maggior parte degli esseri umani (solo i più ricchi possono permettersi vero cibo), a un piccolo device dotato di telecamera, installato sul torace, cui bisogna comunicare il proprio consenso prima di avere rapporti sessuali.
Fino alla realizzazione del sogno proibito dell’umanità: la possibilità di vivere per sempre nel paradiso (digitale) di Lake View.

“Questa è la vita che ci aspetta?” Sembra essersi chiesto Greg Daniels, creatore della nuova serie di Amazon Prime Video e autore di alcuni degli show comedy più famosi degli ultimi anni, come The Office, Saturday Night Live, I Simpson.

Upload ci pone fin dalla prima puntata di fronte al fatto compiuto: la possibilità di caricare (upload, appunto) la propria coscienza in uno dei possibili afterlife digitali, dopo la morte.

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Robbie Amell. Fonte: fr4med.it

Ambienti più o meno ideali, a seconda delle proprie disponibilità economiche. Un aspetto, quello monetario, che viene messo in relazione alla tecnologia più volte, nel corso della serie. Non tutti possono permettersi questi paradisi lussuosi. Una delle scene più enigmatiche e potenti è quella in cui alcuni manifestanti scendono in strada per ottenere un afterlife virtuale gratuito. Lo ritengono, infatti, un diritto che spetta a tutti, a prescindere dalla propria condizione.

Viene naturale dunque, paragonarlo ad uno dei punti d’attualità più controversi negli USA: il dibattito intorno alla possibilità di un sistema sanitario gratuito, garantito ad ogni cittadino, richiesto a gran voce da una grossa fetta della popolazione statunitense.

La doppia faccia della tecnologia

Il protagonista Nathan (Robbie Amell), giovane ingegnere e programmatore di app, non ha problemi di sorta. Quando rimane vittima di un incidente stradale dalle misteriose dinamiche, decide di caricare la sua mente, i suoi ricordi, la sua coscienza su Lake View, grazie alla generosità della ricca fidanzata Ingrid (Allegra Edwards).
A guidarlo in questa nuova vita, c’è Nora (Andy Allo), “angelo” digitale di professione, che lavora per la compagnia che ha creato questo paradiso virtuale.

Nonostante l’iniziale disorientamento e le difficoltà, Nathan riesce ad adattarsi alla vita del paradiso digitale, grazie all’aiuto di Nora, con cui instaura progressivamente una complicità che va al di là (pun intended) del normale rapporto angelo-cliente.

L’equilibro tra comicità, mistero e romanticismo anima questa prima stagione. Un mix che la rende una piacevole scoperta e che le dona una propria riconoscibilità, nel mare di prodotti televisivi che hanno già trattato la doppia faccia della tecnologia (come Black Mirror).

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Il poster di Upload. Fonte: Universal Movies

Daniels, utilizzando toni ironici e leggeri, ci spinge a riflettere su quanto sia diventata predominante la tecnologia nelle nostre vite. Si insinua nelle abitudini, anche le più ‘insignificanti’, dimostrandoci che ogni piccolo cambiamento messo in atto ha conseguenze di enorme portata. Quanto siamo disposti a concedere della nostra umanità alla tecnologia?

Mai come ora questa domanda assilla le nostre menti. L’utilizzo di dispositivi elettronici che ci tengono costantemente sotto controllo potrebbe trascinarci in un “Grande Fratello” distopico, addirittura peggiore di quello immaginato da George Orwell, se non teniamo alta la nostra attenzione. Braccialetti, schermi, telecamere che monitorano espressioni facciali, sentimenti, dati sanitari possono diventare strumenti di controllo e sorveglianza più potenti di qualsiasi altro mezzo repressivo.

Recentemente, ne ha parlato anche il filosofo e scrittore Yuval Noah Harari, mostrando preoccupazione per le misure adottate dai governi di tutto il mondo per controllare e contrastare la diffusione del Covid-19, attraverso dispositivi tecnologici che minano la nostra privacy.

E dunque, qual è il punto di non ritorno? La forza espressiva dell’arte viene in nostro soccorso e ci aiuta a porci le domande necessarie di fronte a situazioni complesse come questa. Upload, senza grandi pretese, ci mostra quello che potrebbe succedere.

Nel momento delicato che stiamo vivendo, senza la tecnologia non avremmo potuto continuare ad avere una parvenza di normalità. Ma dobbiamo essere consapevoli che la strada che imboccheremo, le decisioni che la società iper-connessa e globalizzata prenderà, potranno avere esiti più o meno felici.

Upload è composta da 10 episodi ed è già stata rinnovata per una seconda stagione. Il futuro è nelle nostre mani.

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Nathan e Nora. Fonte: Universal Movies

Fonte immagini: Universal Movies, fr4med.it
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