Una volta che si ha il potere, bisogna tenerselo stretto. È questa la filosofia di vita della famiglia Cheney, che niente e nessuno è riuscito a fermare. Dick Cheney è sempre stato lì, dietro le quinte, nascosto tra i corridoi del Congresso e della Casa Bianca. Con la capacità di far sembrare persino la più grande follia la migliore idea del mondo, di persuadere sempre il proprio uditorio e di essere disposto a sacrificare anche la cosa a lui più cara per far fronte ai suoi interessi.

Steve Carrell e Christian Bale in una scena del film

Un Christian Bale, ancora una volta completamente trasformato, interpreta il famigerato burattinaio della politica americana, accompagnandolo nella sua ascesa: dalla gioventù fatta di risse nei bar di paese allo Studio Ovale. In tutto il film Bale ci mostra capacità che a primo impatto sembrano sovraumane. Sulle spoglie del Churchill di Gary Oldman, dà prova del suo trasformismo diventando più Dick Cheney dell’originale stesso e sulla sua fronte sembra apparire già stampata la targa da vincitore dell’Oscar. Ma dietro un grande uomo deve esserci sempre una grande donna e Lynne Cheney (Amy Adams) non è da meno. Tutto ciò che lei vuole è il potere e, riconoscendo la sua inferiorità di donna negli anni Sessanta, usa il marito come tramite per raggiungere il suo obiettivo.

Christian Bale e Amy Adams alias Dick e Lynne Cheney

Il tutto dietro l’abile cinepresa di Adam McKay, in grado di giocare con le immagini unendo satira, ironia e tragicomico. Il regista spezza le scene usando immagini di repertorio, donando al film quasi un taglio documentaristico. Tutto ciò però non è assolutamente fine a se stesso. La visione delle pellicole di McKay non è mai solo un passatempo, ma ha un intento propedeutico. Il regista ci espone in modo chiaro e oggettivo i fatti, non si sbilancia mai, non dà sue opinioni. Usa sempre un personaggio della vicenda che agisce anche da voce narrante.

In fin dei conti, di Vice – l’uomo nell’ombra non si può dire nulla di negativo: è un’esecuzione cinematografica esemplare, con una regia al di sopra della norma e interpretazioni più che eccellenti. È il messaggio che vuole trasportare che ci rimane impresso più di tutto. È disturbante, polemico, allarmista. Vuole denunciare ma anche metterci in guardia dal mondo esterno e da noi stessi. Quindi quale è la morale della favola? Al mondo esistono il bene e il male, i buoni e i cattivi e spesso hanno lo stesso volto, distinguerli è quasi impossibile.

Il trasformista Christian Bale

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10