di Margherita Bordino

Cinque registi da tenere d’occhio. Tre uomini e due donne che hanno chiara l’idea di cinema che vogliono percorrere, raccontare e mostrare. Giovani talenti che si sono distinti per genere e per emozioni, accomunati da un forte senso di realismo, di cultura popolare, di necessità di sperimentazione e non solo verso il futuro ma anche verso il passato.

 

Matt e Ross Duffer

Matt e Ross Duffer. Fonte: medium.com

Se i loro nomi non vi dicono molto sicuramente conoscerete il loro lavoro. I Duffer Brothers sono i creatori della serie thriller paranormale più amata di Netflix, Stranger Things. I gemelli Duffer, nati nel 1984 a Durham nella Carolina del Nord, cominciano sin da bambini a realizzare film. È il padre a regalargli una videocamera Hi8! Durante gli studi alla Chapman University scrivono e dirigono diversi cortometraggi. Dopo anni di gavetta per accedere al mondo hollywoodiano, nel 2011 una loro sceneggiatura scatena una vera e propria faida tra major, vinta dalla Warner Bros. L’horror post-apocalittico, Hidden, con nel cast Alexander Skarsgård e Andrea Riseborough, esce nel 2015 direttamente in home video. I Duffer Brothers attirano l’attenzione di M. Night Shyamalan, che li sceglie come sceneggiatori per il suo Wayward Pines. Dopo questa esperienza nasce l’idea per un’altra serie televisiva intitolata Montauk e incentrata sulla ricerca di un ragazzo scomparso in circostanze misteriose. Potremmo definire Montauk la prima versione di quello che tutti conosciamo per l’appunto come Stranger Things. Una serie destinata a vagare nel limbo se non fosse arrivata Netflix.

IL PUNTO DI FORZA: I Duffer Brothers hanno una visione del genere cinematografico molto chiara, hanno una conoscenza pop degli anni 80 molto interessante e riescono a dirigere alla perfezione anche i più piccoli.

 

Xavier Dolan

Fonte: vanityfair.it

L’enfant prodige del cinema canadese. Xavier Dolan è un vero fenomeno. I Festival di Cannes, Venezia e Toronto si contendono i suoi film e la critica internazionale lo adora. Xavier Dolan, figlio dell’attore canadese Manuel Tadros, entra nel mondo dello spettacolo, recitando in alcuni film, serie tv e dedicandosi al doppiaggio. A 19 anni passa dietro la macchina da presa con J’ai tué ma mère che dirige, scrive, produce e interpreta. È  subito amore: stampa e pubblico impazziscono e viene premiato alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes. È dal primo lungometraggio che Dolan rivela a tutti il suo talento sorprendente ma anche la sua vulnerabilità legata al rapporto con la madre. Un anno dopo torna sulla Croisette con Les Amours imaginaires, la storia di due amici che si innamorano della stessa persona, un film che richiama a capolavori cinematografici come The Dreamers e Jules e Jim. Segue Laurence Anyways e poi Tom à la ferme e Mommy che consacrano il successo del regista canadese. Il primo, tratto da una pièces teatrale, affronta il tema dell’omosessualità ed è in Concorso alla 70esima Mostra del Cinema di Venezia, vincendo il premio FIPRESCI della critica internazionale. Il secondo, sul rapporto complesso tra una madre single e un figlio problematico, è girato in 1:1. Con Mommy vince il Premio della Giuria a Cannes (2014). Il suo sesto lungometraggio è È solo la fine del mondo, il ritorno a casa del figliol prodigo che segna una profonda frattura in tutta la famiglia. Nel settembre 2018 presenta al Toronto Film Festival il primo film in lingua inglese: La mia vita con John F. Donovan con interpreti Kit Harington, Jacob Tremblay, Susan Sarandon e Natalie Portman, in Italia a Marzo 2019 con Lucky Red.

IL PUNTO DI FORZA: la genuinità dei sentimenti, la capacità di mettere a nudo debolezze e dubbi che riguardano la vita personale ma al tempo stesso accomunano diverse persone. Un regista che indaga con la macchina da presa le esigenze e le contraddizioni dell’essere umano.

 

Alice Rohrwacher

Fonte: adnkronos.com

Un’ammirazione internazionale che arriva anche da parte di Martin Scorsese. Alice Rohrwacher è nata a Fiesole, sorella dell’attrice Alba Rohrwacher, si laurea a Torino in Lettere e Filosofia e studia tra Lisbona e la Scuola Holden. La sua prima esperienza cinematografica è nel 2005 con Un piccolo spettacolo che ottiene il primo premio alla Festa Internazionale del Cinema Documentario di Roma. Seguono Vila Morena, diretto con Alexandra Loureiro e Checosamanca, film collettivo presentato alla prima edizione della Festa del Cinema di Roma. Nel 2011 arriva Corpo Celeste con Salvatore Cantalupo, Anita Caprioli e Renato Carpentieri. Nel film la crisi religiosa di una tredicenne in procinto di fare la Cresima diventa metafora sul degrado culturale e materiale della Chiesa. È subito Nastro d’argento al miglior regista esordiente. Nel 2014 torna al Festival di Cannes con Le meraviglie, una estate di quattro sorelle capeggiate dalla primogenita, erede del piccolo e strano regno che suo padre ha costruito per proteggere la famiglia dal mondo “che sta per finire”. Il film vince il Gran Premio della Giuria. Nel 2018 è qui nuovamente in Concorso con Lazzaro Felice, un film sulla bontà estrema di alcuni e sulla prepotenza di altri, con cui si aggiudica il premio per la migliore sceneggiatura.

IL PUNTO DI FORZA: la scrittura. Una regista che conosce il cinema a tutto tondo, che ricerca un modo nuovo per raccontare concetti, fatti attuali attraverso una visione classica e quasi favolistica, un mix tra l’eredità di Monicelli e quella di Olmi.

 

Greta Gerwig

Fonte: movieplayer.it

Da attrice di talento a regista di talento, capace di comunicare abbattendo ogni barriera culturale. Greta Gerwig, nata a Sacramento e con una laurea in Letteratura Inglese e Filosofia, sognava di fare la commediografa ma dopo avere avuto un piccolo ruolo in LOL di Joe Swanberg cambia idea e fonda un gruppo di improvvisazione teatrale, The Tea Party Ensemble. Nel 2007 recita improvvisando in Hannah Takes the Stairs e nel 2009 dirige Nights and Weekends con Joe Swanberg. A notare il suo talento è per primo Noah Baumbach che la chiama per Lo stravagante mondo di Greenberg al fianco di Ben Stiller, Rhys Ifans, Jennifer Jason Leigh e Brie Larson. Seguono film più commerciali come Amici, amanti e… e To Rome With Love. Da attrice l’abbiamo vista al massimo della forma in Frances Ha, di Baumbach. Greta Gerwig la troviamo ancora in Mistress America, Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini, Wiener-Dog e Jackie. Il 2017 è l’anno definitivo. Con Lady Bird, da lei diretto, si pone al centro del panorama cinematografico hollywoodiano e internazionale. Un film generazionale e coinvolgente, in cui racconta la sua adolescenza e si aggiudica il Golden Globe come Miglior Commedia.

IL PUNTO DI FORZA: l’essere un artista camaleontica, vulnerabile e concreta che si lascia dominare dal momento e dalla passione per il cinema.

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