Il 20 novembre 2019 il futuro di Blade Runner è diventato presente, anche se la Los Angeles rappresentata da Ridley Scott,  tetra e opprimente, poco assomiglia alle città nelle quali viviamo. Il progresso tecnologico non ha ancora portato l’essere umano a vivere nello spazio né a creare robot dalle sembianze simili alle nostre. Sembriamo anni luci lontani dal futuro del film: eppure non è del tutto vero.

Uno scorcio della Los Angeles di “Blade Runner”: Warner Bros ©

A ben vedere, infatti, Rick Deckard, il cacciatore di androidi che dà il nome al romanzo da cui il film è tratto, era già nel 1982 (anno di uscita del film) un uomo del presente, un presente poco storico e molto esistenziale. Nessuno di noi oggi insegue replicanti fuggiti dalle colonie di lavoro, ma tutti quanti cerchiamo di capire, proprio come il nostro eroe interpretato da Harrison Ford. Una ricerca di senso e di umanità, che non fa altro che ricordare che ciò che ci rende umani è ciò che teniamo dentro.

“Tutti questi momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.”

Roy Batty mentre pronuncia il celeberrimo monologo: Warner Bros ©

Le parole fantastiche di Roy Batty arrivano diretta nella pancia, a ricordarci proprio questo: tutto ciò che abbiamo ritenuto diverso d’improvviso si schiude in tutta la sua umanità, senza lasciarci possibilità di replica. La malinconia, sospesa nella nostalgia di un tempo che fugge fra le nostre mani, è nostra molto più di mille ossa e di mille organi. Siamo noi che ci troviamo ad avere davanti qualcuno che sente la vita e la sua caducità come noi, forse anche più, mentre fino ad un secondo prima ci arrogavamo il diritto di chiamarlo “replicante”.

“E’ tempo di morire…”

E invece no. Per Blade runner il tempo di morire non arriva, anche se Rutger Hauer, che queste parole le ha pronunciate, infine questo tempo lo ha raggiunto.

Il film è diventato ufficialmente passato. Eppure, fin dalla prima volta che l’abbiamo visto, abbiamo sempre pensato che non era veramente futuro: solo una immortale rappresentazione di ciò che siamo. E per questo rimane eterno nella sua bellezza.

Immagine di copertina e secodary image: Warner Bros © 
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