Da una parte uno dei film più celebri del cinema, dall’altra una delle interpreti più amate, famose e imitate della settima arte. L’uno che dà linfa all’altra e viceversa.

Colazione da Tiffany e Audrey Hepburn: non si può pensare ad uno senza associarvi subito l’altra e viceversa.

È il film che ha lanciato definitivamente la carriera della grande attrice e ambasciatrice UNICEF, rendendola un’icona della cultura moderna; d’altro canto è la partecipazione della Hepburn che ha reso il film un cult cinematografico, vincitore di 2 premi Oscar e nominato in 5 categorie.

Il film, diretto da Blake Edwards, è ispirato al romanzo omonimo di Truman Capote (pubblicato nel 1958) ma da cui si discosta in diversi punti fondamentali, primo fra tutti, la protagonista Holly Golightly.

È risaputo che Capote non approvò, al tempo, la scelta della Hepburn per dar volto al suo personaggio, affermando che avrebbe voluto al suo posto la rivale cinematografica per eccellenza della Hepburn, Marilyn Monroe, perché avrebbe meglio rappresentato l’essenza di Holly.
In effetti il personaggio della Golightly è stato adattato alla personalità della Hepburn: così, mentre nel libro vi troviamo più di un’allusione alla bisessualità di Holly, nel film non è nemmeno accennata.
Tutto il film è meno “cupo” del libro e ha meno sfaccettature, tanto che troviamo un lieto fine per Holly e Paul Varjak (l’altro protagonista, interpretato da George Peppard) mentre sulle pagine di Capote, Paul, dopo tanti anni, si chiede che fine abbia fatto la ragazza, dopo esser partita per il Sudamerica.

Poster americano del film, © IMdB

Nonostante ciò, il successo fu (ed è ancora) enorme: la scena iniziale, in cui Audrey Hepburn scende dalla macchina indossando l’iconico tubino nero e si ferma a guardare la vetrina della gioielleria Tiffany sorseggiando caffè e mangiando dolcetti danesi è impressa nella memoria comune, oltre ad essere tra annoverata tra le più conosciute della storia del cinema. L’elegante outfit, arricchito dal lungo bocchino, è tra i più ripresi, imitati e riprodotti in caffetterie, souvenir, negozi, capi d’abbigliamento, tanto radicato che non si riesce a immaginare – tantomeno a volere – nessuna, se non la Hepburn in quei panni.

Girato nell’ottobre del 1960 -precisamente 59 anni fa – narra le vicende di una ragazza di provincia che tenta l’ascesa sociale. Holly viene da Tulip (Texas) ma è sofisticata ed ha amicizie importanti tra l’alta società. Il personaggio è definito come una geisha dal suo autore e cerca di sposare un uomo ricco nonostante non voglia legarsi a nessuno per non sentirsi in una gabbia.
Paul Varjak si insinua nella sua vita sottovoce, dal citofono del palazzo dei loro appartamenti. È uno scrittore in cerca di ispirazione, che gli manca da diversi anni, visto che l’ultimo suo romanzo uscito è anche l’unico.
I due iniziano a conoscersi e diventano amici. Paul impara a capire la personalità di Holly, fatta di fragilità e ingenuità, alla continua e strenua ricerca di un benessere materiale ma ricca di sogni e spensieratezza: emergeranno, poi, gli scheletri e i fantasmi del passato che aiutano Paul a comprendere il carattere della ragazza e a capire anche sé stesso. I due si ritrovano, anime simili, non solo nelle esperienze – Holly scoprirà che Paul si fa mantenere da una ricca signora in cambio di rapporti sessuali – ma soprattutto nei loro io più intimi, nei pensieri, nelle difficoltà e nelle risate, nella voglia di sognare e nelle cadute.
La magia del cinema si rivela prepotente nel finale da fiaba, sotto la pioggia, l’amore che finalmente sboccia e ci fa sognare e credere che sia ancora la forza che fa fiorire anche dove l’artificialità del denaro non riesce nemmeno a seminare.

Audrey Hepburn e George Peppard, © Flickr

Classico intramontabile, perla del grande schermo, grazie anche alle peculiarità che lo compongono (la gioielleria Tiffany aprì per la prima volta di domenica per consentire le riprese; mentre il tubino nero, creato da Givenchy, venne considerato tra i capi indispensabili nell’armadio femminile), è ora disponibile anche su Netflix, che lo accoglie a braccia aperte nella sua piattaforma, dove ha debuttato ieri 1 novembre e noi siamo pronti a rivederlo per l’ennesima volta.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5 /10

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