Amore, libertà, bellezza, verità. Questi i principi bohémien cui si vota la Parigi di fine ‘800 e con cui danza Moulin Rouge!, terza opera del regista australiano Baz Luhrmann. Uscito nelle sale quasi 20 anni fa (2001), ebbe uno straordinario successo. Il film, inoltre, riportò alla ribalta il genere del musical, per anni ignorato dal grande cinema.

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Jim Broadbent nei panni di Harold Zidler in una scena tratta dal film (Credit: Photo by 20th Century Fox/Kobal)

Musical atipico con canzoni non originali, storia anacronistica ispirata a La Traviata di Verdi, cura meticolosa per la scenografia, costumi fastosi, colori accesi e rosso predominante. La macchina da presa di Luhrmann cattura tutto con il suo inconfondibile stile e trascina lo spettatore nel suo vortice brillante. I primi minuti del film creano un senso di destabilizzazione. La Parigi del 1899 e, in particolare, il famigerato quartiere di Montmartre sono introdotti dai rapidi e repentini movimenti di camera e dalla concitata voce di Christian (Ewan McGregor), narratore e protagonista della storia.

Giovane e talentuoso scrittore in erba, Christian è sognatore quanto basta per sentire il richiamo della Ville Lumière e dello spirito artistico che la percorreva. Disobbedendo al pensiero borghese paterno, si trasferisce davanti al famoso locale notturno. Il giovane è tanto desideroso di mettere alla prova le sue qualità letterarie, quanto di vivere un grande amore e poterlo raccontare.

Il Moulin Rouge, generoso dispensatore di godimenti notturni, diverrà anche per Christian un mezzo soddisfacente per veder realizzati i suoi desideri. Assoldato da un’originale compagnia teatrale che vuole mettere in scena un’opera proprio nel locale, è lì che, una sera, vede incarnarsi il suo sogno d’amore nella splendida Satine (Nicole Kidman), stella del locale e aspirante attrice.

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Nicole Kidman è Satine in una scena di Moulin Rouge! (Credit: Photo by 20th Century Fox/Kobal)

 

Lo spettacolo in cui appare per la prima volta la sensuale ammaliatrice è uno dei momenti clou del film, caratterizzati da esibizioni coreografiche e scenografiche trascinanti. In un turbinio di colori e successi pop anni ’70-’80 – tra cui spicca il medley di Diamonds are a Girl’s Best Friends e Material Girl –, Satine fa la conoscenza di Christian e lo invita ad un incontro privato. La giovane lo ha scambiato per il Duca di Monroth (Richard Roxburgh), un potenziale finanziatore del Moulin Rouge che brama una notte d’amore con lei.

Tra i due artisti scatta subito la scintilla. Ritrovando nell’altro/a la stessa sensibilità artistica e profonda comprensione, si confessano amore reciproco con un romantico medley (tra cui riconosciamo Your Song, All You Need is Love, I Will Always Love You, One Day I’ll Fly Away). Inaspettate e gradevoli le voci armoniose di Kidman e McGregor: una bella sorpresa che incornicia le ottime prove attoriali. Menzione speciale per Jim Broadbent (Harold Zidler, direttore del Moulin Rouge), divertente e convincente durante la performance di Like A Virgin.

L’equilibrio viene necessariamente perso con l’ingresso del Duca. Questo infatti diviene contemporaneamente finanziatore dello spettacolo scritto (su due piedi) da Christian e antagonista dei due innamorati. È solo con la promessa di avere Satine, infatti, che ha deciso di investire nel Moulin Rouge.

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Il cast in una scena del film (Credit: Photo by 20th Century Fox/Kobal)

I toni allegri sfumano pian piano nella scena più vibrante dell’intero film. Quando Satine accetta di trascorrere la serata col Duca, Christian canta la sua disperazione in un’emozionante esibizione de El Tango de Roxanne. Le note struggenti e la coreografia dei ballerini, superbamente ripresi dalla visione di Luhrmann, la rendono una delle scene più indimenticabili nel cinema degli ultimi anni.

Da questo punto in poi il film verge quindi sul dramma, accentuato da performance come The Show Must Go On, interpretata da tutto il cast. Sono le canzoni a sostenere la storia e le emozioni dei protagonisti.

Il finale, come si intuisce fin dall’inizio della pellicola, non può che essere dolceamaro: l’artista è completo con il suo dolore, necessario per riuscire a creare, finalmente, l’opera tanto agognata.

Moulin Rouge! è una storia caotica e surreale, omaggio originale all’anima bohémien.

 

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

Fonte immagini: Photo by 20th Century Fox/Kobal

 

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