Pulp Fiction, il grande film di Quentin Tarantino usciva nelle sala cinematografiche italiane il 28 ottobre nelle sale italiane 1994.

Avete mai pensato a cosa significa la parola pulp? Sostantivo. Produzione letteraria o cinematografica a carattere popolare, contraddistinta da una ricerca esasperata dell’eccessivo e del sensazionale. 

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John Travolta (Vincent Vega) e Samul L. Jackson (Jules Winnfield) in una scena del film (© 1994 Miramax)

Il geniale regista ha creato un’opera d’arte: tutto, dalla sceneggiatura, agli oggetti di scena fino al cast stellare accuratamente selezionato sprizza maestria da ogni poro. La cura e l’eccentricità maniacali hanno reso la pellicola una delle pietre miliari della storia del cinema, che ad ogni nuova visione stuzzica particolari gustosi.

La sceneggiatura e la trama sono fuori dall’ordinario. Tarantino, dopo l’uscita de Le iene ha avuto tempo per realizzarne una che doveva partire come un cortometraggio sul mondo del crimine, cominciando dalle classiche situazioni malavitose. Il film è costruito su tre episodi che non hanno ordine cronologico. Questi sono racchiusi in una struttura a cerchio: la caffetteria di Hawthorne Grill, a Los Angeles, (A colazione – Parte 1 e A colazione – Parte 2) è principio e fine.

Partiamo da prologo e epilogo: due giovani rapinatori innamorati, Ringo “Zucchino” (Tim Roth) e Yolanda “Coniglietta” (Amanda Plummer) stanno progettando il loro prossimo colpo e scelgono proprio il locale come obiettivo. È John Travolta (Vincent Vega) l’anello di congiunzione degli episodi (Vince e Jules; Vince Vega e la moglie di Marsellus Wallace; L’orologio d’oro; La situazione Bonnie, dove la scena torna al primo episodio) e in effetti, Pulp Fiction ha il merito di aver rilanciato la sua carriera.

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Bruce Willis è Butch Coolidge in una scena tratta dal film (© 1994 Miramax)

Sul primo appare col suo collega Jules Winnfield – un Samuel L. Jackson nella sua forma migliore – mentre si occupano degli affari del loro capo. Devono recuperare una misteriosa valigetta (divenuta oggetto delle più strabilianti teorie riguardo il suo contenuto). È in questa occasione che viene pronunciata da Jules una delle più celebri battute nella storia cinematografica, tratta da un fittizio passo della Bibbia.

Uma Thurman (Mia Wallace, la moglie del boss) ruba la scena a Travolta nel secondo episodio. Infatti, i due passano la cena insieme e si esibiscono in un ballo sulle note di You Never Can Tell di Chuck Berry, (omaggio di Tarantino a Fellini e al suo Otto e Mezzo).

Ma il vero colpo di scena è poco più tardi. Dopo aver tirato una striscia di eroina, Mia finisce in overdose e Vince, con l’acqua alla gola, la porta dal suo spacciatore per cercare di salvarla (e salvarsi la pelle). Lì i due le operano un’iniezione di adrenalina, in una tesa ma allo stesso tempo comica scena, memorabile per tutti coloro che l’hanno vista.

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John Travolta (Vincent Vega) e Uma Thurman (Mia Wallace) nell’iconica scena di ballo (© 1994 Miramax)

Ne L’orologio d’oro, Bruce Willis (Butch Coolidge) è un pugile, pagato da Wallace per perdere un incontro e con cui si ritrova in una situazione raccapricciante, a causa di un orologio d’oro. Infine, la ciliegina sulla torta: l’apparizione del regista stesso ne La situazione Bonnie, dove interpreta uno scocciato e ansioso amico di Jules, Jimmie.

Il film, costato solo 8 milioni di dollari (di cui 5 solo per l’incredibile cast), è un susseguirsi di battute e situazioni sferzanti e taglienti, tali da tenere lo spettatore sempre con il fiato corto e da fargli ricordare per lungo tempo la memorabilità di questa pellicola.

Pulp Fiction, nonostante le controversie e le critiche (le scene troppo violente, le accuse di razzismo) rimane il film pop per eccellenza, osannato dalle folle e emulato dagli imitatori. Ode a Tarantino!

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

Fonti immagini: © 1994 Miramax
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