Uscito nelle sale il 18 febbraio 2011 , distribuito da Universal Pictures Italia e candidato a dieci premi Oscar, senza vincerne alcuno, Il Grinta annovera nel cast vecchie conoscenze dei fratelli Coen, come Jeff Bridges e Josh Brolin. Curiosità : la protagonista femminile, Hailee Steinfeld fu selezionata tra più di diecimila candidate al ruolo.

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Mattie Ross (Hailee Steinfeld) e Rooster Cogburn (Jeff Bridges) in una scena del film (© 2010 – Paramount Pictures)

Ennesimo banco di prova con il western, dopo l’esame brillantemente superato di Non è un paese per vecchi, Il Grinta, film dei fratelli Coen, è il racconto fedele e personale di un’ epopea che ha attraversato nei decenni momenti di profonda riflessione e rilettura (come il loro ultimo La Ballata di Buster Scruggs). C’è un romanzo, True Grit, di Charles Portis, scritto nel 1968. E ci sono due adattamenti cinematografici, il primo del 1969, diretto da Henry Hathaway e interpretato dal divo John Wayne, il secondo del 2010, curato dai Fratelli Coen, che scelsero Jeff Bridges per sostituire nell’immaginario collettivo il divo Wayne e interpretare le vicende del cacciatore di taglie Rooster Cogburn.

Il Grinta: il superamento del mito del lontano Ovest

Tra i due adattamenti ci passa un mondo intero, quello della distruzione del mito del lontano Ovest, del quale il film che valse a John Wayne l’unico Oscar in carriera apparve come uno degli ultimi tentativi di lettura in chiave classica. Non era di certo un’ impresa facile sostituire nella testa e nel cuore degli americani un’ icona del cinema e un modello narrativo fedele alla tradizione e quindi vincente. Ma, come sempre, i Coen riescono a costruire un’opera totalmente personale pur rispettando lo spirito del romanzo cui la sceneggiatura chiaramente si ispira.

Protagonista della storia è la spregiudicata quattordicenne Mattie Ross (Hailee Steinfeld), decisa a vendicare l’omicidio del padre, ucciso in Arkansas, a Forth Smith, dal vile Tom Chaney (Josh Brolin), che gli ha per giunta rubato i cavalli e si è dileguato, dandosi alla fuga con alcuni pezzo d’oro. Mattie cerca un cacciatore di taglie che la aiuti a trovare Tom Chaney, condurlo dinnanzi a un giudice e farlo condannare alla pena capitale.

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Mattie Ross (Hailee Steinfeld) e Le Boeuf (Matt Damon) in una scena del film (© 2010 – Paramount Pictures)

Si imbatte in tre personaggi, che le sono stati suggeriti durante il riconoscimento della salma del padre. E sceglie di ingaggiare Rooster Cogburn (Jeff Bridges), detto Il Grinta, il più inaffidabile e malconcio, ma il più spietato. Ai due si unisce il ranger texano Le Boeuf (Matt Damon) anch’egli da mesi sulle tracce di Chaney per l’omicidio di un senatore in Texas.

Comincia un viaggio, avventuroso e pieno di colpi di scena, che è un rito di iniziazione e di morte. Un racconto al chiaro di luna, tra alcool e fuochi fatui, di antiche e perdute gesta, di tradimenti. E’ una vita che non perdona, continuamente in bilico tra l’onore e il disonore, tra eroismo e vigliaccheria.

Film sulla separazione e sulla perdita, per certi versi racconto di formazione. Il Grinta è anche una storia d’amore, paterna: quella tra il disincantato, rude e irascibile traghettatore Roster Cogburn, interpretato da un magnifico Jeff Bridges, e la giovane e moderna Mattie, i cui occhi della ragazza hanno già visto impiccagioni e camere mortuarie e la cui lingua si è abilmente misurata con quella di loschi e scavati faccendieri.

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Mattie Ross (Hailee Steinfeld) e Rooster Cogburn (Jeff Bridges) in una scena del film (© 2010 – Paramount Pictures)

Sotto un cielo stellato, la lunghissima, infinita cavalcata finale del Grinta, che trae in salvo la coraggiosa ragazzina, morsa da un velenoso serpente, rappresenta allora un viaggio verso una frontiera reale ed una ideale, quella cinematografica. La linea di confine e il superamento di un genere. Una staffetta tra il vecchio e il nuovo, nel ciclico dispiegarsi della vita, sempre in bilico tra il bene e il male e con il bisogno di scrivere e riscrivere continuamente la storia degli esseri umani, i loro miti, le loro leggende.

Cosi il western dei Coen regge l’urto del passato e tiene meravigliosamente il passo con il tempo presente.

Immagini di copertina: © 2010 – Paramount Pictures
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