Dal calarsi nei panni del liceale ballerino Troy Bolton di High School Musical ad interpretare uno dei più grandi serial killer della storia, l’attore californiano Zac Efron ne ha percorsa di strada. E questa volta, dopo alcuni tentativi passabili e altri disastrosi sul grande schermo, Efron ha dato prova di sé come non ci si aspettava di certo.
È lui infatti il protagonista di Ted Bundy – Fascino criminale, biopic basato sulla storia vera del famoso killer americano degli anni ’70 diretto da Joe Berlinger.

Il film è uscito nelle sale il 16 maggio mentre su Netflix usciva la docu-serie divisa in 4 puntate dal titolo Conversazioni con un killer: Il caso Bundyentrambi pensati dallo stesso regista come unicum narrativo.

Zac Efron in una scena del film.  © Brian Douglas/Netflix

La storia di Bundy è sempre stata curiosa, controversa e terribilmente affascinante, come suggerisce il sottotitolo scelto nel nostro paese. Ma nel raccontarla Berlinger ha senz’altro scelto un taglio interessante seppur non eccellendo nella realizzazione.
I dettagli degli omicidi, il processo e il delirio psicologico del killer, che fino a poco prima di salire sulla sedia elettrica aveva sempre rinnegato di essere lo spietato esecutore di quei delitti, finiscono in secondo piano. Una scelta azzardata ma senz’altro accattivante.

Nonostante il successo di altre pellicole tratti da casi di cronaca nera realmente accaduti come Zodiac e la serie American Crime Story che si sono basate di più sulle investigazioni e le ricerche, Berlinger ha voluto raccontare la storia non dal punto di vista di Bundy ma da quello di chi gli stava accanto. Elizabeth Koepfler infatti, compagna storica di Ted che nel film è interpretata di Lily Collins, con il suo libro rivelazione The Phantom Prince: my life with Ted Bundy è stata il vero perno attorno a cui snodare la narrazione. La giovane ragazza infatti è sempre rimasta legata a Bundy anche dopo lo shock irreversibile per la verità scoperta. Ed è quindi lei è la vera protagonista quella che più di tutti non riusciva a credere come un giovane brillante, talentuoso e bello a vedersi, potesse essere in grado violentare e seviziare decine di ragazze.

“Ted Bundy – fascino criminale”. Fonte: Wikipedia, © MeDaydreamer

Il film è suggestivo, ben recitato e forse non tutti apprezzeranno la scelta di soffermarsi su un aspetto lievemente più superficiale di racconto e poco pieno di dettagli, ma l’intento c’è e permette al film di differenziarsi un po’ dal solito banale racconto. E se può sembrare poco esaustivo alla fine, poiché non permette di comprendere la vera psicologia di Bundy né quali fossero le dinamiche dei crimini commessi, senz’altro la docu-serie compensa questa mancanza egregiamente.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

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