Tratto dallo spettacolo teatrale del 1973, The Rocky Horror Picture Show ha fatto parlare di sé e non poco. Trampolino di lancio per Susan Sarandon nonché vanto di Tim Curry, il musical è stato amato, criticato, insultato, frainteso. E in tutto questo è passato alla storia, trovandosi addirittura nella classifica dei migliori 50 cult movies.

the rocky horror picture show

Sono moltissime le interpretazioni che vengono date di questo capolavoro astratto. Questo perché, nonostante a prima vista possa sembrare un’accozzaglia di trash, decadenza e ‘’dolci travestiti’’, ogni volta che viene rivisto mostra letture sempre nuove. Sembra impossibile, ma ci sono dettagli che possono essere notati e capiti solamente dopo aver visto il film più e più volte. Andiamo quindi ad analizzare questa storia così strana nel contesto in cui è stata ideata e realizzata. Evidenziando in particolar modo l’evoluzione di uno dei personaggi principali, Janet Weiss.

Come una favola per bambini, The Rocky Horror Picture Show inizia con una cantastorie. Ossia, una bocca di donna, che sulle note di ‘’Science Fiction, Double Feature’’ ci racconta ciò che andremo a vedere attraverso titoli di B-movies. Vengono annunciati i protagonisti, ed i ruoli che ricoprono. Per primo Frank-N-Furter, ‘’a scientist’’; segue quindi Janet Weiss, ‘’a heroine’’.

Scelta curiosa quella di porre Janet prima del compagno Brad (‘’a hero’’), quando nelle scene seguenti si può veder benissimo che è lui a comandare, a decidere, è lui l’unico eroe della storia. O forse non così curiosa. Tutti gli aggettivi che sembrano descrivere i personaggi non sono altro che i ruoli che essi devono (o meglio, dovrebbero) ricoprire in questa rappresentazione.

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Nulla è come sembra né viene dettato dal caso al Rocky Horror. Ma proseguiamo con la storia: subito dopo la sigla, veniamo catapultati in una scena tradizionale: un matrimonio. Ci sono persone felici e gioiose, ragazzi e ragazze vestiti di tutto punto, con colori sgargianti che quasi stonano con la buia Chiesa davanti alla quale si trovano gli sposi e gli invitati. Intorno ad essa, un cimitero. Le uniche persone che non sembrano felici sono una donna dai capelli biondi e un uomo con un forcone. Entrambi sembrano quasi posti a guardia del portone. Chiaro riferimento al quadro American Gothic, questi due sembrano rappresentare in quel particolare scenario una normalità che è in realtà morta. Hanno infatti molte più cose in comune con gli invitati di quanto potrebbe sembrare.

Il dipinto che citano è una rappresentazione dei ruoli tradizionali dell’uomo e della donna. É stato scelto, forse, per l’alone di ambiguità che l’ha reso un’icona della pop colture, e che viene qui rivisitato in chiave moderna. Al matrimonio le donne presenti impazziscono, non senza un briciolo di invidia, per l’anello che ha ricevuto la sposa, aspettano il lancio del bouquet, sognando il loro ‘’grande giorno’’ che, come dice Janet Weiss, le renderà qualcuno. Nella canzone ‘’Dammit, Janet’’ il concetto di donna come donzella in pericolo è sottolineato ancora una volta: mentre Brad fa la proposta elenca una serie di azioni eroiche che lui stesso ha compiuto per amore e che solo lui, in quanto uomo, avrebbe potuto compiere.

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I due decidono di andare a trovare il Professor Everett V. Scott (all’inizio definito come ‘’a rival scientist’’), loro professore di scienze grazie al quale si sono conosciuti, per annunciargli la notizia del loro fidanzamento. Non poteva mancare il cliché della gomma che si fora mentre percorrono la strada ovviamente sotto la pioggia e che quindi costringe i due ragazzi a cercare aiuto. Si dirigono così in un castello che hanno visto sulla strada: vedono quindi una ‘’luce’’, la ‘’salvezza’’.

Le cose non sono quelle che sembrano, e non troveranno salvezza in quel bizarro castello, o meglio, non nel modo in cui loro la cercano. ‘’There’s a light over at the Frankestein place’’, ma l’oscurità da cui verrano salvati è quella della loro vita normale, noiosa, tradizionale nell’accezione peggiore del termine. Si vede una figura alla finestra: è quella di Riff Raff (‘’a handyman’’), l’inquietante tuttofare che apre loro la porta e che li invita dentro. Ed ecco che insieme a Magenta (‘’a domestic’’), sua sorella, danno il via al famosissimo Time Warp.

Mentre ballano, sullo sfondo si può vedere una rappresentazione di American Gothic. I due che osservavano la scena del matrimonio erano infatti Magenta e Riff Raff, che ora intonano la canzone che più rappresenta il musical. Non appena aprono le porte del salone, dove il padrone sta tenendo uno dei suoi convegni, gli stessi invitati del matrimonio, vestiti in modo bizarro, spaziale quasi, si uniscono alla loro danza. Ancora una volta l’inferiorità di Janet viene mostrata: più e più volte chiede a Brad di andarsene, ma lui continua ad ignorarla e a cercare di tranquillizzare la povera ragazza, che sviene tre volte. La terza volta che accade è quando vede Frank, il ‘’padrone’’, un dolce travestito dal pianeta Transexual, in Transilvania.

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Pertanto, la prima volta che i due si incontrano, la debole ragazza sviene di fronte a questo personaggio dalla personalità carismatica quanto aggressiva nella sua prepotenza. Ma pochi minuti dopo, quando insieme a Brad viene portata nel laboratorio, la situazione cambia decisamente. Pur avendo visto la sua reazione quando Columbia non si è mostrata entusiasta di Rocky, Janet non esita a esprimere il suo parere.

Il secondo incontro tra i due è costituto da uno scontro verbale: ‘’Well, I don’t like men with too many muscles…’’ ‘’I didn’t make it for you!’’.

Dopo l’assassinio di Eddie, nonostante questi fosse stato massacrato proprio per aver attirato l’attenzione degli ospiti su di sé lasciando lo scienziato nell’ombra, ecco ancora che Janet prevale su questi durante la ripresa della canzone ‘’I can make you a man’’ rubandogli la battuta ‘’I’m a muscle fan’’.
La terza volta che i due si rapporteranno sarà nella camera di Janet, dove lui la inizierà alla vita sessuale. Sarà lei a tradire Brad per prima, per poi pentirsene e dirigersi nel laboratorio dove trova la Creatura di Frank, Rocky, con cui avrà un rapporto sessuale sulle note di ‘’Touch-A, Touch-A, Touch Me’’.

In solamente tre scene il personaggio di Janet viene stravolto e si evolve sempre a causa della presenza di Frank. La debole, indifesa Janet è in realtà l’unica in grado di tenere testa al folle scienziato, con il quale si scontra una quarta ed ultima volta quando questi scopre del tradimento di Rocky. Cantando ‘’Planet Schmanet Janet’’ Frank la insulta, riconoscendola finalmente come sua rivale.

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L’ultimo intervento di Janet, il più estremo, si verifica durante ‘’The Floor Show’: Janet è l’unica ad essere cresciuta, ed i ruoli si invertono. Brad ha paura, addirittura chiama sua madre e non capisce cosa sta succedendo, nella danza è incerto e quasi cade; al contrario, Janet stessa riconosce di aver guadagnato fiducia in sé stessa, che la sua mente è stata aperta e che ”la realtà è qui”.

Janet capisce che tutte le sue convinzioni erano infondate e ha trovato il suo mondo: uno sviluppo del personaggio che spesso viene sottovalutato o addirittura ignorato. La situazione finale è completamente ribaltata: come dice Frank in ‘’Sweet Transvestite’’, ‘’Don’t judge a book by its cover’’, non giudicate un libro dalla copertina. Janet, il personaggio apparentemente più debole e sensibile di The Rocky Horror Picture Show. Janet è l’unica a trovare la sua dimensione in una realtà che è lontana da quella normalità morta che viene rappresentata attraverso American Gothic, pertanto l’unica davvero libera.

The Rocky Horror Picture Show è un capolavoro, che nelle sue mille sfaccettature e messaggi nascosti non smette mai di sorprendere e meravigliare. Una meraviglia che potremo rivivere al Sunset Drive-in a Cinecittà il 17 luglio alle 23:45.

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