Con l’intento iniziale di realizzare un film in pieno stile “La Bella e la Bestia”, Del Toro porta al Lido di Venezia una pellicola alquanto “onirica”. The Shape of Water è una riscrittura moderna del genere fiabesco, la quale esplora il rapporto sentimentale tra due esseri completamenti diversi. La protagonista è Eliza, interpretata magistralmente da Sally Hawkins, una ragazza muta che lavora come donna delle pulizie in un laboratorio scientifico nella Baltimora del 1962 (in piena Guerra Fredda). Eliza è legatissima all’amica Zelda (Octavia Spencer), una donna afroamericana in lotta per i suoi diritti e a Giles (Richard Jenkins), discriminato sul lavoro perché omosessuale.

Sally Hawkins e Octavia Spencer.
Credits: Fox Searchlight Pictures.

Attraverso la scoperta di una stanza segreta all’interno del laboratorio, Eliza viene a conoscenza della presenza di una creatura anfibia dalla smisurata intelligenza, che la sicurezza americana tiene sotto controllo per delle ricerche. Giorno dopo giorno i due stringono una meravigliosa amicizia e la ragazza alla fine si scopre innamorata del “mostro”. L’amore tra i due, come nelle favole, viene osteggiato e messo in pericolo dall’antagonista della storia, il perfido Strickland (Michael Shannon).

L’incontro tra Eliza e la creatura.
Credits: Coomingsoon.it

La storia, però, non manca di colpi di scena, dettagli orrifici, sangue ma anche intertestualità appartenenti ad altri film (Una Sirena a Manhattan, Il Labirinto del Fauno e Il Mostro della Laguna Nera) in pieno stile Del Toro. Il passato dell’ambientazione è il nostro presente, un’epoca, secondo il regista,  caratterizzata dalla mancata comunicazione tra gli individui, ma soprattutto dalla negata accettazione dell’altro, del “diverso” come parte integrante della società. La storia è narrata con la profondità delle commedie di Shakespeare pur non tralasciando la denuncia alla corsa alle armi tutta americana. La forma dell’acqua del titolo è un’espressione ossimorica di una dimensione che forma non ne ha, ma che è incompleta, silenziosa e solitaria come la protagonista della storia.

Le premesse sono ottime, e con questa pellicola Del Toro si supera rispetto ai suoi precedenti lavori. Secondo i pronostici del Festival, il film del regista messicano si trova in testa rispetto agli altri, ma non ci resta che aspettare il 9 settembre per sapere chi vincerà l’agognato premio che ogni regista che si rispetti sogna di possedere.

© riproduzione riservata