Quando alle spalle ci sono decenni di pubblicazioni, l’impresa di trasporre un fumetto in una serie, o in un film, si presenta quasi sempre complicata. La mitologia dei fumetti supereroistici, in questo caso della Dc Comics, è ampia e articolata e il saperne attingere dipende da un lavoro meticoloso in fase di scrittura.

I Titans riuniti (© Entertainment Weekly)

Dar vita ad un nuova mitologia televisiva comporta due fattori di rilievo: rimanere fedeli a personaggi già consolidati nell’immaginario fumettistico e allo stesso tempo creare un prodotto fresco e al passo coi tempi. Titans, da questo punto di vista, si presenta impeccabile, una origin story ben costruita, anche se con qualche inciampo.

La trama vede protagonisti dei giovani outsiders, dotati di poteri e capacità fuori dal comune, riunirsi loro malgrado contro un nemico comune. Il Robin di Brenton Thwaites è l’unico del gruppo ad aver un background da supereroe già consolidato: è l’aiutante di Batman e tutti sanno chi è. Questa etichetta al giovane vigilante va ormai stretta e cerca una sua strada lontano dal cavaliere oscuro con cui ha un rapporto conflittuale.

Brenton Thwaites nei panni di Robin

La sua paura di cadere nell’oscurità, nella rabbia e nella violenza lo portano lontano da Gotham fino conoscere Rachel, una ragazza dai poteri oscuri che sarà il fulcro della storia. La strada dei due, in fuga da una spietata organizzazione alla ricerca di Rachel, si incrocerà con quella di Koriand’r e Garfield, entrambi dotati di poteri.

Titans getta anche le basi per un universo più ampio introducendo personaggi come Hawk e Dove, due vigilanti di vecchia data, in uno degli episodi migliori di questa prima stagione. Faranno la loro comparsa anche il nuovo Robin, Donna Troy e nell’ultimo episodio nientepopo’dimenoche…Batman! Inoltre viene presentato per la prima volta il gruppo della Doom Patrol, la cui serie uscirà a febbraio e si presenterà come uno spin-off di Titans.

Due membri della Doom Patrol (©2018 Warner Bros. Entertainment Inc.)

Insomma, un sacco di carne al fuoco che riesce comunque a non togliere niente alla storia dei protagonisti, anzi ne amplifica la portata. Con qualche banalità narrativa, episodi prevedibili ed effetti speciali non proprio perfetti, Titans si presenta comunque un buon prodotto nel suo genere, che dà profondità ai propri personaggi e senso alle loro azioni. I pittoreschi costumi da supereroe si amalgamano bene all’immagine donandogli credibilità e la soundtrack sembra dimostrarsi piuttosto azzeccata, soprattutto nelle scene d’azione.

Discostandosi ampiamente dall’Arrowverse della CW, Titans segue toni molto più dark, maturi e volutamente violenti. Distribuita negli Stati uniti sul servizio di streaming Dc Universe la serie dovrà rivaleggiare con i prodotti Marvel della futura piattaforma Disney+. Un prodotto concorrenziale quindi, e dalla cui concorrenza ha saputo imparare, soprattutto dalla lezione data con la prima stagione di Daredevil.

Anna Diop nei panni di Starfire

L’imperfezione passa in secondo piano con Titans di cui se ne apprezza la costruzione di una mitologia supereroistica credibile, che rende omaggio alla controparte cartacea e contraccambia la passione dei fan, con cui inevitebilmente bisogna fare i conti.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

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