I Simpson racconta da 30 anni con un tocco di ironia pungente e critica la quotidianità di una “tipica” famiglia americana, circondata da amici e concittadini, nella fittizia città di Springfield, un microcosmo, che incarna perfettamente la nostra società.

Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie & co. hanno l’onore e l’onere di rappresentare la società occidentale al giorno d’oggi e di trattare tematiche che ci coinvolgono e ci destabilizzano, non tralasciando niente e nessuno. Scomodi a volte, irriverenti, pop, iconici ma soprattutto divertenti e coinvolgenti, tanto da essere amati – o perlomeno conosciuti – da tutti.

Si dice siano stati una sostituzione dell’ultimo minuto del “papà” Matt Groening che, invece di realizzare una versione televisiva animata del suo fumetto Life in hell, ha creato i cinque personaggi ispirandosi alla sua famiglia in tutto e per tutto, a cominciare dai nomi – l’unico inventato è quello di Bart, scelto perché è l’anagramma di brat, ragazzaccio.

Tanti gli elementi iconici che hanno reso questa serie unica nel suo genere: dalla sigla al colore giallo. Adottato proprio per impressionare lo spettatore, che spiazzato, credendo fosse un problema di sintonizzazione del televisore e quindi incuriosito, restava “bloccato” sul canale: una delle scelte vincenti che ha contribuito a far diventare lo show un cult nella cultura pop, tanto da guadagnarsi una stella nella Hollywood Walk of Fame nel 2000.

La stella dei Simpson nella Hollywood Walk of Fame, © Wikipedia

Ne hanno fatta di storia televisiva i Simpson: tra cross-over con Futurama e I Griffin, puntate speciali (come quella realizzata in versione Lego), sono vincitori di decine e decine di premi, tra cui 33 Emmy Awards e il 6 febbraio sono stati confermati per la 31esima (ora in onda) e 32esima stagione – ma si rincorrono le voci su una prossima fine. Hanno anche conquistato i “rivali” Disney, infatti dal 12 novembre la serie è disponibile sulla piattaforma streaming Disney+ (per ora solo negli USA). Inoltre, sono stati “muse ispiratrici” anche per altre serie di successo come La vita secondo Jim e Malcolm.

E hanno fatto anche la storia “non-televisiva”: che gli americani abbiano preso ispirazione dal cartone che aveva anticipato l’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti?

Di sicuro il linguaggio è stato influenzato dalla sitcom: l’esclamazione “d’oh”, spesso utilizzata da Homer, è inclusa nell’Oxford English Dictionary, altre espressioni sono ormai nel parlato comune: da “ciucciati il calzino” (ripresa da The breakfast club in cui, a dirla, è tale John Bender con la voce di Tonino Accolla. Vi suona tutto familiare, per caso?) a “Mi-ti-co!”.

Tante le star che si sono susseguite nel corso degli anni (e in effetti ha il Guinness World Record per “più celebrità partecipanti ad una serie animata”), dando voce ai personaggi che popolano il mondo dei Simpson: Elizabeth Taylor, i Red Hot Chili Peppers, Michelle Pfeiffer, Meryl Streep, Michael Jackson (di cui è stato poi eliminato l’episodio per via delle accuse di pedofilia) tra quelle americane; Francesco Totti, Mike Bongiorno, Paolo Bonolis e Luciana Littizzetto le nostre.

I Simpson, © Wired

E se nel 2007, a vent’anni dalla messa in onda – ricordiamoci che I Simpson nacquero come corti della durata di un minuto e debuttarono nel 1987 tra le pubblicità di uno show televisivo – , ne è stato tratto un lungometraggio I Simpson – Il film, oggi per festeggiare il 30esimo compleanno della serie vera e propria, dalle 13,45 su Italia 1 arriva una maratona speciale, con 10 episodi tra i più amati delle varie stagioni:

  • Un Natale Da Cani
  • Come Eravamo
  • Ho Sposato Marge
  • La Prima Parola di Lisa
  • I Ragazzi Stanno Litigando
  • E Con Maggie Son 3
  • Il Sogno di Un Uomo
  • Bart al Futuro
  • Futuro – Dramma
  • Vacanze di un Passato Futuro”.

 

Per di più, è stato pubblicato un libro che ne ripercorre la storia: I Simpson. Trent’anni di un mito, dal 1° dicembre in libreria. Per ingannare l’attesa per le prossime (30) stagioni.

© IMDb

Immagini di copertina: © Matt Groening

 

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