L’ultima attesissima stagione de I Medici, chiamata Nel nome della famiglia, costituita da otto episodi divisi in quattro serate, è incentrata sulla maturità di Lorenzo (Daniel Sharman), divenuto padre, sui rapporti e le relazioni che è determinato a proteggere dall’avversa situazione in cui grava l’Italia, a partire dalla sua famiglia fino ad includere l’amata Firenze.

La seconda stagione si era conclusa con la Congiura dei Pazzi, guidata da Jacopo (Sean Bean) e Francesco (Matteo Martari) e approvata dal Papa Sisto IV, dove Giuliano (Bradley James), il fratello del Magnifico, era stato assassinato.

Nei primi due episodi, ritroviamo Lorenzo determinato ad ottenere vendetta contro Papa Sisto IV (John Lynch) e disilluso dalla professione di fede cristiana, opinione in netto contrasto con quella della devotissima moglie Clarice Orsini (Synnøve Karlsen) e che avrà delle serie conseguenze.

Daniel Sharman è Lorenzo Il Magnifico, © YouTube

È Girolamo Riario (Jack Roth, figlio del mitico Tim), congiurato e nipote del Papa, ad approfittare dell’ostilità tra Lorenzo e Sisto IV e, con i suoi toni melliflui convince quest’ultimo ad aprire guerra contro Firenze, una guerra in cui Roma è sostenuta dal regno di Napoli.  Appena saputo del sostegno del re Ferrante d’Aragona al papato, Lorenzo decide di partire per una missione impossibile alla volta di Napoli, con l’intento di dissuaderlo e votarlo alla causa Medici.

E mentre ritornano volti già conosciuti come Sandro Botticelli (Sebastian de Souza), l’illustre artista cresciuto nella famiglia, Lucrezia Donati (Alessandra Mastronardi), amante del Magnifico e Bianca de’ Medici (Aurora Ruffino), costretta all’esilio insieme al marito Guglielmo de’ Pazzi, subentrano nella storia nuovi personaggi destinati a cambiarla: primo fra tutti Girolamo Savonarola (interpretato da Francesco Montanari), il predicatore domenicano, che, in un primo momento dimostra amicizia alla famiglia Medici, ma che poi vi si opporrà strenuamente, difendendo l’idea di una Chiesa guidata da Dio e non dalla politica, mentre Neri Marcorè interpreterà Innocenzo VIII.

Il ricco e talentuoso cast, che negli anni ha visto susseguirsi grandi nomi del cinema italiano e internazionale (Dustin Hoffman era Giovanni di Bicci de’ Medici, primo esponente di spicco della famiglia), è diretto da Christian Duguay, regista ideale e collaudato, in quanto aveva già adattato per la televisione una trasposizione di Anna Karenina e figure storiche come Sant’Agostino, Giovanna d’Arco e la più contemporanea Coco Chanel.

Francesco Montanari, Daniel Sharman, Synnøve Karlsen e John Lynch sono i protagonisti della terza stagione de “I Medici Nel nome della famiglia”, © Cinematographe

Anche questa terza stagione, co-prodotta da Lux Vide, con Rai Fiction, Big Light Productions e Altice Group e che all’estero andrà in onda su Netflix nel 2020, è impregnata di tonalità epico-leggendarie – con battaglie, incontri, colpi di scena e costumi gloriosi – determinate, sì dalla solennità della storia narrata che merita ogni atto di riverenza (a cominciare proprio dalla figura del Magnifico), ma anche dall’esempio di Game of Thrones, che ormai detta legge in qualsiasi campo (specialmente nel caso del genere epico) e a cui nessuno sembra riuscire a sottrarsi.

La serie, che ha tutta la portata e l’importanza di un kolossal hollywoodiano, ha il merito di riportare sul palco internazionale la produzione cinematografica/televisiva italiana e di raccontare un periodo storico di svolta, fondamentale per la cultura occidentale, focalizzandosi su una figura quasi mitica come quella di Lorenzo de’ Medici.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

© riproduzione riservata