Non è facile guardare una serie tv che ha come protagonista Giulia De Lellis. Pensiamo che sia normale sviluppare un senso di repulsione inconscio, che ci tiene alla larga dal digitare il fatidico titolo in un motore di ricerca, aprire il sito di Witty tv e schiacciare play. Alla fine è un innato sistema di sopravvivenza, come quello che ci spinge ad allontanare la mano che malauguratamente si avvicina troppo ad un fornello.

Giulia de Lellis interpreta Claudia: Witty tv  ©

Solo i più temerari riescono ad affrontare tutti e 36 i minuti (circa) che compongono Una vita in bianco. Ma chi ci riesce può convenire con noi che forse era meglio ascoltare quella vocina interiore che ha cominciato a parlare fin dalla prima sigla iniziale: la serie, infatti, non è brutta, ma qualcosa di ancora peggio; non è abbastanza trash da far ridere di sé, né abbastanza divertente da far ridere per le sue battute. Solamente un trionfo incredibile di banalità e stereotipi, che ricorda molto le vecchie serie italiane di Disney Channel che provavano ad allietare la nostra infanzia; insomma, una cosa simile a Quelli dell’intervallo ma da far rimpiangere Tinelli & Co.

Cosa si può dire di Claudia e Sam, le due protagoniste della serie? Sono esattamente come ve le immaginate (e non è un bene). Fanno interessantissime conversazioni sull’utilità di avere un profilo fake su Instagram per seguire i ragazzi che ci piacciono, si confrontano con le delusioni amorose e altre cose di questo genere. Non che ci si aspettasse nulla, sia chiaro, ma magari almeno potevano provarci.

I tre protagonisti in una scena: Witty tv  ©

L’unico maschio fra le belle Ludovica Bizzaglia e Giulia De Lellis è Teo (Luca Turco, Un posto al sole) un ragazzo belloccio non proprio sveglio (per usare un eufemismo). Volendo anche sorvolare sull’involontario  (e questo sì involontariamente comico) sessismo della scelta, il grosso problema è che non funziona nemmeno per sbaglio. Perché una situazione tipo: “le bollette stanno diventando sempre più complicate”, “guarda che la stai leggendo al contrario”, semplicemente, non fa ridere in nessun modo. E se dopo due minuti dalla conoscenza di Teo, lo spettatore non desidera altro che non vederlo mai più, la situazione è tragica.

Quindi passi tutto: passi la De Lellis che non sa esprimere alcuna emozione, passi al totale assenza di una storia, ma se 40 minuti scarsi di Una vita in bianco ci sembrano 4 ore, c’è un problema che va al di là della scarsa qualità del prodotto. Semplicemente ci si annoia.

Voto: 🌊🌊 /10

Immagini: Witty tv  ©
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