Sebbene il 14 febbraio ogni anno colori i cinema di rosso, quest’anno non sono attese particolari uscite a tema. Nonostante questo però arriva una curiosa proposta dalla Germania: dal prossimo giovedì sarà infatti nelle sale Un valzer tra gli scaffali, un’insolita storia d’amore e dolcezza quotidiana.
Il regista tedesco Thomas Stuber, ispirato dalla collezione di racconti All the Lights di Clemens Meyer, ha voluto portare sullo schermo In Den Gängen (titolo originale) offrendo qualcosa di diverso per la giornata degli innamorati.

Sandra Hüller nel film Marion. Foto da lospeciale.it

Dalla locandina del film che ritrae due giovani impacciati a guardarsi sullo sfondo di palme al tramonto, tutto sembrerebbe suggerire la classica commedia romantica. Ma per i tanti che immaginano di godersi smancerie e parole d’amore, è meglio prepararsi a qualcosa di inusuale.
Sì, perché questa storia l’amore si colloca esattamente tra l’abisso di una vita senza luce e l’unica speranza di rinascita nella novità di un incontro.
Siamo nella Germania Est e sulle note di Sul Bel Danubio Blu una lenta carrellata di immagini ci introduce tra gli scaffali di un supermercato all’ingrosso.
Immediatamente e inaspettatamente, ecco aprirsi allo spettatore la scena sul microcosmo di vite che popolano quelle corsie durante la notte e alla mattina presto. Svelati così i retroscena di una realtà da molti considerata inesistente, la storia è narrata attraverso le esperienze di tre personaggi: Christian (Franz Rogowski vincitore del Premio Lola al Miglior Attore del cinema tedesco), Marion (Sandra Hüller)e Bruno (Peter Kurth). Accompagnandoli nella monotonia inquietante della loro quotidianità, sempre uguale e mai eccezionale, si viene calati una strana sensazione di disagio a discapito di quanto si poteva immaginare.

Il cast del film. Foto da mymovies.it

La scelta di Stuber, infatti, è totalmente anacronistica rispetto alle richieste dell’attuale pubblico cinematografico, ma può funzionare se ci si pone entro la corretta prospettiva.
Non sono infatti pochi 125 minuti di girato che raccontano in realtà poco e niente; ma
sebbene a tratti disturbante e poco coinvolgente, riesce comunque ad avere un impatto comunicativo.

Siamo davvero convinti che la magia sia sempre e solo nei momenti di memorabile contentezza? Quanto è difficile ad oggi ritrovare la meraviglia nei piccoli gesti del quieto vivere? L’evidente stasi entro il quale quelle anime perse galleggiano diventa così per chi guarda l’occasione per riconsiderare una vita di lamenti, ansie e nevrosi immotivate. E per chi si aspetta qualcosa di eccezionale, beh, non lo è già la vita stessa?

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10