Lisa Ruiz Donovan (Jane LevyShameless, Twin Peaks), biologa ricercatrice dal carattere apparentemente mite, e Sean Donovan (Blake JennerGlee), paramedico di giorno e barista di notte, protettivo e ottimista, sono una giovane coppia di sposi che cercano, tra pochi alti e molti bassi, di dare una svolta, soprattutto economica, alla propria vita.
Con il suo gruppo di ricercatori, Lisa cerca disperatamente, e con scarso successo, i fondi necessari per lanciare la sua azienda. In molti le chiudono le porte fino a quando, finalmente, una proposta arriva. Una spietata imprenditrice, la famosa e misteriosa Anne Montgomery (Renee Zellweger: premio Oscar nel 2003 per Ritorno a Could Mountain), decide di finanziare la sua azienda e fa loro una proposta indecente: il finanziamento in cambio di una notte con Sean.

Da qui, la storia prende il via, a colpi di crisi di coscienza e crisi di nervi; di inganni e tranelli. Scontro tra due menti affini: quella di Anne Montgomery, abile manipolatrice delle debolezze umane, e quella di Lisa, che si scopre capace di pensare come la sua rivale.

Lisa Ruiz Donovan. ©Netflix

Se, tempo addietro, l’annuncio di una serie tv con il premio Oscar Renee Zellweger aveva entusiasmato, alla vista di questa serie, non si può che rimanere estremamente delusi.
“Tutto accade per una ragione”, ci viene detto fin dal primo minuto del pilot, dalla stessa Zellweger. Un monologo che tocca la filosofia del “siate voi la ragione”, del “non esiste il destino” e “bisogna assumersi la responsabilità delle proprie azioni”. Tutto bello, se non fosse che questo monologo è fine a sé stesso, fungendo da apertura all’intera vicenda che, di quella filosofia, ne prende e ne fa assolutamente nulla.

Chiaramente ispirato a Proposta Indecente del 1993, questa serie tv è al confine tra il trash e il melodramma ma, ad onor del vero, non è la prima volta per Mike Kelley. Per chi avesse visto la serie tv Revenge forse sa di cosa si sta parlando. Anche in What if, i personaggi non hanno spessore e il dramma che muove le loro vite non stupisce né commuove. Storie che si intrecciano senza nessuna ragione. Si spera che, magari, verso la fine, qualcuno sveli il legame “nascosto” tra di esse, ma questo purtroppo non accade.

Renee Zellweger. ©Netflix

Impossibile non soffermarsi sul personaggio di Anne Montgomery, tenuto in piedi solo grazie all’interpretazione di Renee Zellweger che, della Bridget Jones (2001), che tutti ricordiamo, non ha assolutamente nulla e che, tra abiti e pose sensualissime, vuole ricordare la più famosa Catherine Tramell (Sharon Stone) di Basic Instinct (ma con gli slip, stavolta). Sexy, grande manipolatrice, una vera cattiva, la cui entrata in scena, nella stragrande maggioranza dei casi, viene annunciata da un fulmine, su un cielo perennemente nero e viola, come nelle migliori raffigurazioni gotiche. Ci si aspetta che mostri i canini, per intenderci.

In altre circostanze, la si potrebbe pensare come una grande imprenditrice, uno squalo della finanza. E invece no! Lei è “cattivissima” e… tira con l’arco nel suo lussuosissimo appartamento a San Francisco!

Un hobby, quello del “tiro con l’arco-nell’appartamento lussuoso-facendo buchi nel muro”, che sembra richiamare l’essenza trash di Revenge (di nuovo), in cui i protagonisti abbandonano le pistole per la – rullo di tamburi – katana.
Immancabile, in questo siparietto trash, è il “maggiordomo-tuttofare-scagnozzo” che, talvolta, è anche saggio e la cui finalità a fine serie resta ignota.

Nel complesso What if si sforza di essere un thriller, ma con scarsissimi risultati e con ben pochi colpi di scena che, per uno spettatore più attento o esperto del genere, risultano addirittura prevedibilissimi. Questa, quindi, è una di quelle serie che ha puntato tutto sul grande nome hollywoodiano (che resta l’unico e valido motivo per guardarla) ma a cui manca una storia, una base solida su cui reggersi (come era già accaduto a Gipsy, nel 2017, con Naomi Watts).
Il risultato, triste a dirsi, è davvero mediocre.

Voto: 🌊🌊🌊🌊½ /10

Immagini di copertina: ©Netflix
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