Cubismo, cos'è l'arte cubista e chi sono i pittori cubisti

Il Cubismo, o arte cubista, è la più famosa e innovativa tra le Avanguardie del Novecento i cui artisti più importanti sono senza dubbio Picasso e Braque.

Il termine cubismo viene coniato dal critico Louis Vauxcelles nel 1907 per denigrare alcuni quadri di Braque, esposti in una sua mostra all’Estaque, presso Marsiglia.

Anche se con questo termine Vauxcelles voleva sminuire il lavoro di Braque e degli altri pittori cubisti (Picasso, Delaunay, Duchamp etc) il termine entrò in simpatia agli artisti che decisero di usarlo per identificare la loro corrente artistica.

Il Cubismo, come tutte le Avanguardie dei primi anni del Novecento, tende ad allontanarsi il più possibile dalla rappresentazione verosimile della realtà, cercando di realizzare opere in cui il soggetto venga rappresentato da molteplici punti di vista simultaneamente.

Il soggetto dell’arte cubista viene perciò scomposto e ricomposto sulla tela, accentuando la geometrizzazione delle figure, usando successivamente il collage e riproponendo a volte gli stessi temi: bicchieri, nature morte, giornali; questo perché i quadri cubisti, pur essendo non-naturali, secondo le parole di Giulio Carlo Argan, sono assolutamente reali, e questi soggetti, così quotidiani, sono immediatamente riconoscibili, pur non essendo riprodotti fedelmente.

Il movimento del cubismo può essere suddiviso in tre fasi:

  • Cubismo formativo
  • Cubismo analitico
  • Cubismo sintetico

Cubismo formativo o Protocubismo

Con cubismo formativo si indica la la fase iniziale del cubismo che ha luogo tra il 1907 e il 1909. È un periodo di sperimentazione e formazione per la nuova corrente artistica, in cui gli artisti semplificano geometricamente le forme dei soggetti delle loro opere, che sono in prevalenza paesaggi, nature morte e figure.

Le opere più rappresentative di questo periodo sono “Les demoiselles d’Avignon” di Pablo Picasso del 1907, e “Case all'Estaque” di Braque del 1908.

Pablo Picasso, Les demoiselles d’Avignon (fonte: wikimedia commons)
Pablo Picasso, Les demoiselles d’Avignon (fonte: wikimedia commons)

Cubismo analitico e sintetico

Con i due periodi successivi il cubismo giunge al suo massimo splendore, in cui vengono realizzati i quadri cubisti più celebri del movimento, come “Natura morta con sedia impagliata” di Picasso del 1912, o “La mandola” di Braque del 1910.

Georges Braque, La mandola (fonte: wikimedia commons)
Georges Braque, La mandola (fonte: wikimedia commons)

Cubismo analitico

Nel periodo del cubismo analitico, tra il 1909 e il 1912, gli oggetti quotidiani vengono scomposti geometricamente, ruotati, sovrapposti, sintetizzando spazio, tempo e molteplici punti di vista sulla tela.

Influssi dell’arte africana (il volto della donna in alto a destra), influssi classici (la natura morta in basso) e sentori futuristici (i piani geometrici taglienti e spezzettati) fanno di quest’opera un vero e proprio capolavoro dell’arte. Le cinque prostitute, in atto di mostrarsi al cliente, riempiono la scena: la donna in basso a destra è rappresentata di spalle ma col volto rivolto verso lo spettatore. Ecco qui il cubismo. Ruotare con la mente intorno all’oggetto, rappresentare ogni sua “faccia”, dipingere anche quello che non si vede

Cubismo sintetico

Nel periodo del cubismo sintetico, tra il 1910 e il 1920, l’oggetto inizialmente spezzettato, assume sulla tela una forma nuova, con qualche vago “ricordo” di ciò che era precedentemente.

In questo periodo viene inoltre utilizzato nelle opere il collage, come nella celeberrima opera “Natura morta con sedia impagliata”, ancora una volta di Picasso, dove oltre alla vera corda che incornicia il tutto, la paglia intrecciata che dovrebbe rimandare al concetto di sedia, è fatta di plastica vera e propria.

Gli oggetti rappresentati tutt’intorno (un giornale, una pipa, un bicchiere, un’ostrica e un limone tagliato) sono messi lì, scomposti, alcuni ridotti a semplici lettere, ma riconoscibili e riconducibili attraverso un processo mentale all’oggetto originale. La corda ad esempio, non è rappresentata verosimilmente, ma “presentata” allo spettatore, è lì, tangibile e reale.

Prima del cubismo

Ma da chi è nato il cubismo? Chi ha ispirato questa progressiva riduzione e geometrizzazione dell’oggetto?

Gli studiosi ritengono che si debba ricondurre tutto alle ultime opere di Paul Cezanne, uno dei più grandi artisti di fine Ottocento. I suoi ultimi dipinti, con soggetto la montagna Sainte Victoire dove, allontanandosi dallo stile impressionista che lo aveva caratterizzato negli anni precedenti, sviluppa una pittura sì più sfaldata, ma meno vibrante di quella dei suoi contemporanei.

Paul Cézanne, La montagna Sainte-Victoire (fonte: wikimedia commons)
Paul Cézanne, La montagna Sainte-Victoire (fonte: wikimedia commons)

L’anticipazione del cubismo la troviamo in quelle macchie gialle alle quali, poco sotto il centro del quadro, vengono però aggiunte due sottili linee, una verticale e l’altra orizzontale, come a ricordare gli spigoli di una casa. Di forte impatto sono queste macchie bianche qua e là, ma cosa rappresentano? La critica tuttora si batte per dare un senso a questa volontà del pittore: forse un iniziale sfaldamento dei piani; oppure l’intenzione di rappresentare l’aria che circonda tutte le cose. I colori si giustappongono l’un l’altro, le forme non sono completamente definite: tutto è ricordo di un qualcosa che era in origine.

Surrealismo

Tanto innovativi, quanto “conservatori”, i pittori cubisti criticarono aspramente il “Nudo che scende le scale n.2” di Marcel Duchamp, nel 1912. Il soggetto, un nudo appunto, non era consono agli standard cubisti e la figura sembrava troppo approssimata, non v’era nulla che rimandasse concettualmente all’uomo nudo originario.

Marcel Duchamp, Nudo che scende le scale n.2 (fonte: wikimedia commons)
Marcel Duchamp, Nudo che scende le scale n.2 (fonte: wikimedia commons)

L’intento di Duchamp era però quello di rappresentare la figura umana come un insieme di ingranaggi, spezzettare in un certo senso il soggetto, fino ad arrivare ai suoi componenti indivisibili. Questo dipinto non fu però capito dagli artisti europei, ma fu apprezzato dalla critica americana, che intuì lo stile dinamico ed innovativo dell’artista.

Duchamp, assieme al fratello Raymond Duchamp-Villon, faceva parte del cosiddetto cubismo orfico, dove gli artisti sviluppano una visione del cubismo “classico” (quello di Picasso e Braque) che influenzerà molto il movimento futurista.

Mario Pintolini
Editor della sezione arte
Appassionato di arte e di musica, scrivo per artwave nel mio tempo libero per far conoscere a più persone possibile le mie passione e punti di vista.