In era Covid-19 l’imperativo è re-inventarsi: la scuola, non con poche difficoltà, è andata online, i ristoranti hanno scoperto il delivery con formule fantasiose, l’Italia ha finalmente conosciuto lo smartworking. Per quanto riguarda l’editoria si è sganciata dagli scaffali – insostituibili romanticamente – delle librerie per sopravvivere attraverso format innovativi. Non solo pacchi di Amazon e cibo d’asporto: direttamente a casa arrivano i libri, grandi e insostituibili compagni di solitudini e fughe d’aria predilette. Nasce così #LibridaAsporto, un progetto di NW Società di Consulenza e Marketing Editoriale, una realtà che vuole proporre una forte integrazione tra casa editrice e struttura commerciale, ponendo l’editore e il libro al centro di ogni attività che verrà condivisa, con un ampio coinvolgimento in tutte le strategie commerciali. LibridaAsporto ha come missione quella di non lasciare librai ed editori da soli in un momento difficile e molto delicato per il settore, fornendo un supporto reale e concreto oltre che uno strumento di grande utilità e fruizione per il lettore. Ne abbiamo parlato con Enrico Quaglia, Direttore Generale di NW Consulenza e Marketing Editoriale.

Logo LibridaAporto. Fonte: pagina Facebook NW Consulenza e Marketing Editoriale

Come nasce Libri d’Asporto e qual è l’obiettivo principale che si prefigge? 

LibridaAsporto nasce in pieno lockdown per supportare le librerie indipendenti nella spedizione a domicilio dei propri lettori. L’idea è nata da me e subito condivisa con i miei colleghi ha trovato immediatamente terreno fertile. L’obiettivo di questa seconda fase del progetto è quella di garantire il servizio di spedizione, ma soprattutto di creare un network di librerie indipendenti con il quale trovare spunti di collaborazione, condivisione delle iniziative, supportandosi a vicenda e facendole sentire parte integrante di un progetto unico che coinvolge per la prima volta in Italia i librai e gli editori sotto un unico cappello.

Secondo voi, qual è l’insegnamento più grande che il mondo editoriale deve trarre dall’emergenza Covid-19? 

L’esperienza più grande emersa in questi mesi è la digitalizzazione, la capacità di reazione delle persone e il grandissimo stimolo di fantasia nato in molte persone. Le librerie si sono reinventate, hanno accettato esperimenti e nuove esperienze e questo sarà in futuro un grande upgrade nel modo di approcciare ai loro clienti.

Fonte: cosenzachannel.it

Reinventare e reinventarsi, collaborare e fare rete: quanto è importante essere flessibili e solidali nella realtà editoriale? 

E’ fondamentale soprattutto da adesso in avanti, chi non capisce questa cosa sta sottovalutando fortemente le esigenze e le richieste di collaborazione che provengono dal territorio. Dobbiamo aggregare risorse, idee e forze, così ne usciremo.

Dal 25 maggio Libri d’Asporto prende ancora più forma e diventa un portale. Come funziona e che risposta state avendo in merito?

Si esatto dal 25 maggio il portale www.libridaasporto.it prende forma nella sua versione definitiva. È stato pensato per essere uno strumento dedicato unicamente alle librerie le quali possono accedere con un proprio profilo personale e in modo semplice, intuitivo e rapidamente possono generare la spedizione per il proprio lettore, ma non ci fermeremo qui. Il futuro è anche quello di condividere esperienze, consigli di lettura ed altre iniziative dedicate alle sole librerie appartenenti al circuito LibridaAsporto. Al momento hanno aderito circa 200 librerei sparse su tutto il territorio italiano e 180 marchi editoriali.

Come vedete l’editoria del futuro? Quali consigli date alle case editrici e alle librerie indipendenti per poter affrontare la crisi del settore? 

Dal mio punto di vista non si potrà prescindere dall’ascoltarsi trovando soluzioni che vadano incontro alle due anime della realtà editoriale. Noi siamo una società di consulenza e marketing editoriale e fin dalla nascita della nostra realtà l’obiettivo è stato quello di essere una vera azienda di servizi integrata al mondo editoriale. Tra i fruitori dei nostri servizi infatti abbiamo sia editori che librerie e penso che il futuro, al di la di noi, debba proprio passare dall’essere dei “facilitatori”. Io in ogni caso sono ottimista, penso che nei prossimi mesi ci saranno ancora difficoltà, ma la capacità e la fantasia del nostro settore troverà modo di rialzarsi e il Natale per i libri sarà un buon anno.

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