«Lizzano, dove il cielo, la terra, l’aria ricordano la temperatura e i bei paesaggi dell’Ariosto, e dove son fate e ninfe e dee vere e vive che adornan sempre le felici rive, metton in fuga con i lievi favellari la malinconia, se ella si attenta di avvicinarsi all’anima.»

Giosuè Carducci, da “Lettera alla Contessa Silvia”, 24 agosto 1904.

Prendiamo in prestito queste parole, scritte di proprio pugno dal primo italiano vincitore del Premio Nobel per la Letteratura, per iniziare a raccontare la storia di Villa Silvia – Carducci, una dimora ottocentesca adagiata sulle prime colline romagnole. Per esser più precisi ci troviamo nella piccola frazione di Lizzano, sita nel territorio comunale di Cesena, che affaccia sulla dolce e fertile vallata del fiume Savio.

Sala Regina Margherita Villa Silvia Cesena Antonioli

Sala della Regina Margherita, Villa Silvia © Andrea Antonioli

È trascorso più di un secolo da quando questa lettera è stata spedita. Nonostante l’avanzare del tempo, il fascino di questa residenza di campagna, che fu del Conte Giuseppe Pasolini Zanelli e di sua moglie Silvia Baroni Semitecolo, rimane tutt’oggi immutato. La vera anima di questa villa fu proprio la Contessa Silvia. Trasformò questo luogo, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, in uno dei principali salotti artistici e culturali della città. Ospitò numerose e importanti personalità dell’epoca, tra cui il nostro già citato Giosuè Carducci.

Oggi chi si reca in visita a Villa Silvia e al suo parco vi può ammirare due importanti realtà culturali: il Museo Nazionale della Musica Meccanica e il Museo Carducciano. Di seguito vi sveleremo i loro segreti.

Sala Tamburo Leonardo da Vinci Villa Silvia Cesena Antonioli

Sala del Tamburo da Guerra di Leonardo Da Vinci, Villa Silvia di Cesena © Andrea Antonioli

Museo Nazionale della Musica Meccanica

In questa villa, che anticamente era adibita al riposo e allo svago della borghesia cesenate, oggi ci si può imbattere in un vero e proprio piccolo gioiellino culturale, purtroppo segreto ai più. Qui dal 2007 si è insediato un importante, e unico in Italia, centro dedito alla salvaguardia, allo studio, alla ricerca e alla divulgazione della storica tradizione legata agli strumenti musicali meccanici. Da questo embrione ha poi preso vita il Museo Nazionale della Musica Meccanica: un’elegante e curioso museo che espone in modo permanente parte della ricca collezione di strumenti musicali meccanici, accuratamente raccolta e riordinata con passione dal suo fondatore Franco Severi. Il percorso di visita si articola attraverso sette sale e ci accompagna attraverso cinque secoli di storia: partendo dalla fedele riproduzione del tamburo meccanico di Leonardo Da Vinci, fino a giungere agli strumenti del secolo scorso.

Sala Organi Strada Villa Silvia Cesena Antonioli

Sala degli Organi da Strada, Villa Silvia di Cesena © Andrea Antonioli

Museo Carducciano

Un’altra esperienza da non perdere è la visita al rinnovato Museo Carducciano. Il museo – che fa parte del circuito dell’Associazione “Case della Memoria” e del coordinamento delle Case Museo dei Poeti e degli Scrittori di Romagna – ripercorre le storie degli undici soggiorni che proprio qui compì il poeta Giosuè Carducci dal 1897 al 1906 per ritrovare il riposo e la pace.Il percorso prende inizio nel parco di quasi 5 ettari che circonda la villa. Qui nel verde è stato allestito un “Giardino Parlante”, il visitatore viene accompagnato da voci e da brani musicali volti a ricreare le aristocratiche atmosfere che circondavano il Carducci e la Contessa Silvia.

Camera Carducci Villa Silvia Cesena Antonioli

Camera di Giosuè Carducci, Villa Silvia di Cesena © Andrea Antonioli

Dopo la visita al parco, il percorso pone a conclusione come suo punto cardine la stanza da letto riservata al poeta Premio Nobel. Essa è rimasta quasi del tutto intatta, varcando la soglia della porta si ritorna al 1906, l’anno dell’ultimo soggiorno. Per volere della Contessa, che morirà nel 1920, la villa e il podere furono donati al Comune a patto che la Stanza del Carducci fosse rimasta immutata. E così fu: ancora oggi gli arredi, gli effetti personali del grande letterato (dagli abiti ai manoscritti) e le fotografie sono ancora lì a testimoniare questa sincera amicizia che portò alla nascita di un raro sodalizio artistico e culturale.

Camera Carducci Villa Silvia Cesena Antonioli

Camera di Giosuè Carducci, Villa Silvia di Cesena © Andrea Antonioli

Fonte immagini: courtesy of Musicalia – Museo Nazionale di Musica Meccanica di Villa Silvia di Cesena. Ph Andrea Antonioli.
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