È un sabato pomeriggio di metà novembre. Via del Pellegrino, in pieno centro storico, sembra deserta. Inizia a cadere qualche goccia di pioggia. Camminiamo fino al civico 165, dove una piccola folla si è radunata davanti all’ingresso della Libreria del Viaggiatore. Ormai della chiusura della storica libreria si parla da giorni, annunciata con un post su Facebook lo scorso giovedì: “cari viaggiatori, non avremmo mai voluto darvi questa notizia ma, allo scoccare della mezzanotte tra le luci del capodanno, dovremo lasciare questo luogo…

Fondata nel 1991 dal libraio Bruno Boschin, affiancato da altri due giovani collaboratori, la Libreria del Viaggiatore fu aperta in uno spazio di cinquanta metri quadri al civico 78 di via del Pellegrino. Una piccola realtà in termini fisici, ma dotata di una straordinaria potenza intellettuale e culturale. Spostata al civico 165 della stessa via dopo la morte del fondatore, avvenuta nel 2014, ha continuato ad essere un porto sicuro per viaggiatori, vagabondi, curiosi ed intellettuali girovaghi, nonostante le difficoltà economiche. Eleonora Pellegrini e Luigi Politano hanno raccolto la preziosa eredità lasciata da Bruno, prendendosene cura con competenza, amore e dedizione.

Ci facciamo largo tra le persone che continuano ad arrivare. Curiosi, ma soprattutto clienti storici e amici, affollano il piccolo angolo di paradiso, uno dei pochi ultimi baluardi indipendenti di cultura della Capitale. Gli scaffali straripanti di libri iniziano a svuotarsi, mentre le cartine e i mappamondi sparsi ovunque gridano a chi entra l’universalità del sapere e le bandiere appese alle pareti testimoniano ideali profondi che superano i confini territoriali. I volumi si ammucchiano tra le mani di chi, come noi, è entrato in libreria. C’è chi ne ha conquistati due, tre, cinque, addirittura dieci. Luigi da dietro il bancone è cordiale come sempre, ma non nasconde l’amarezza e a tratti la commozione. Risponde alle domande dei clienti addolorati come a quelle dei curiosi passati quasi per caso.

L’incertezza del futuro della libreria quasi monopolizza i discorsi che si accavallano, ma commenti e considerazioni trasversali sulle condizioni delle realtà culturali di Roma sono excursus che si impongono senza fatica. Luigi tiene a sottolineare che la Libreria del Viaggiatore è una realtà che, seppur circoscritta e di modeste dimensioni spaziali, ha onori e oneri di un’azienda, senza tuttavia averne incassi equiparabili. Se nei paesi civili, tanto le amministrazioni pubbliche locali quanto i governi centrali sostengono librerie indipendenti e centri culturali che da soli verrebbero schiacciati da multinazionali e imprese a maggior penetrazione territoriale e presenti su vasta scala, stanziando fondi appositi, nel nostro questo aspetto non sembra essere troppo rilevante. Alcune tra le più famose capitali del mondo, quali Parigi, Praga, Lisbona e New York, continuano ad investire e a supportare luoghi e contesti culturali promotori e propulsori del sapere, ma Roma non rientra tra queste.

Venerdì prossimo, 29 novembre 2019, “dal tramonto all’alba” il civico 165 di via del Pellegrino rimarrà aperto per una festa d’addio allo storico luogo di ritrovo. Nel corso degli anni, esso ha accolto viaggiatori solitari e sconosciuti, abili scrittori più e meno noti agli ambienti letterari, turisti in cerca di scatti originali, lettori appassionati, viaggiatori virtuali e reali. È per loro, per la libreria e per i suoi librai, per la cultura e, nonostante tutto e forse proprio soprattutto, per Roma che dalle 7 di sera fino alla mattina di sabato sarà possibile entrare nella Libreria del Viaggiatore per un saluto. A partire dal prossimo venerdì, fino al 31 dicembre, siamo tutti invitati a “comprare un pezzettino di libreria”, appositamente selezionato, da portare a casa.

Nella penultima riga del messaggio pubblicato sulla pagina Facebook della Libreria si legge la celebre locuzione “Ad maiora semper”.  È un latinismo che richiama nella memoria il ciceroniano incipit delle Catilinarie “Quo usque tandem abutere patientia nostra?”. Fino a quando, viene spontaneo domandarsi, la pazienza di amanti della lettura, vagabondi intellettuali, viaggiatori innamorati del mondo e fautori di una cultura indipendente e libera da vincoli burocratici e finanziari, continuerà ad essere provata e stremata da una città che non si cura delle realtà più piccole, eppure così preziose? La Libreria del Viaggiatore, come già annunciato, non scomparirà per sempre, essendo in cantiere alcuni progetti ancora da definire. Sicuramente, però, tra poche settimane la chiusura del negozio fisico che da più di trent’anni arricchiva il centro di Roma lascerà un vuoto incolmabile, tanto nel cuore della città quanto in quello di tutti noi.

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