Spesso ci ritroviamo a dire con un sospiro rassegnato: “Se tale attore/cantante si candidasse, lo voterei a occhi chiusi”. Così buona parte dell’opinione pubblica statunitense si è esaltata per l’annuncio della candidatura di Kanye West alle presidenziali 2020. Era una promessa che il cantante rap lanciava dal palco dei suoi concerti dal 2016. In effetti, la sua immensa popolarità potrebbe venirgli in aiuto. Tanti già pregustano una stagione di Keeping Up With The Kardashian girata nell’ufficio ovale, visto che Kim Kardashian è sposata con il rapper dal 2014. Sarebbe senza mezzi termini il trionfo e il punto di non ritorno del trash, oltre che la sconsacrazione delle istituzioni americane.

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La candidatura di Kanye West sarà indipendente, visto che le candidature per Repubblicani e Democratici sono già state assegnate. Tuttavia, Kanye è un vessillo delle idee repubblicane e meramente per un vizio procedurale non si è potuto presentare alle primarie del partito tradizionale. Ha annunciato invece che il suo partito si chiamerà Birthday Party, perché “quando vincerà, sarà il compleanno dell’America”.

Essere più intelligenti dei propri presidenti

Ormai, la convinzione che nessuna esperienza sia richiesta nel campo della politica si è consolidata ed eccita le menti degli elettori. Silvio Berlusconi, Beppe Grillo, Donald Trump, Michael Bloomberg, Volodymyr Zelensky e molti altri ancora decidono di candidarsi o di fondare un movimento dopo aver avuto successo in campi quali la finanza e il mondo dello spettacolo. D’altronde anche Ronald Reagan, Presidente degli Usa dal 1980 al 1988, era un attore mediocre di Hollywood.

Quando l’attuale inquilino della Casa Bianca annunciò la sua candidatura alla presidenza tra l’ilarità generale, Barack Obama si chiese come mai pretendiamo una laurea in medicina da un chirurgo, ma nessun attestato di competenza da un candidato politico. Come scherza Wanda Sykes, “Non è normale sapere di essere più intelligente del Presidente [ndr. Trump]”.

Ci sono certamente alcuni esempi positivi, come il presidente ucraino Zelensky, prima attore e sceneggiatore. Il trionfo di personaggi senza formazione politica dipende tuttavia dall’abilità del leader stesso di circondarsi con esperti del settore. Il politico è il volto pubblico di una squadra che, se preparata e coordinata, avrà successo nella gestione di un Paese. Trump, così come Berlusconi, commettono invece l’errore di pensare che si possa governare una nazione come si presiede alle riunioni del consiglio di amministrazione della propria azienda. Questo pensiero è fallimentare perché decontestualizza l’arte di fare politica.

Le idee politiche di West

Oltre ad aver abbracciato Trump con un cappellino “Make America Great Again”, per poi prendere le distanze dal presidente Usa, West si era già distinto per boutade alquanto controverse. Si è pronunciato contro la pillola del giorno dopo, sostenendo che i democratici vogliano mantenere gli afroamericani in uno stato di sottomissione. Meno bambini afroamericani, più bambini bianchi.

Sostiene che la Black Culture non esiste e che gli afroamericani abbiano sempre dovuto votare per i candidati imposti dai Democratici. West si dimentica che gran parte degli afroamericani praticò l’astensionismo anche per l’elezione di Barack Obama nel 2008. Se si pensasse che quantomeno sappia ben gestire le sue aziende, ci pensa il suo estratto conto dell’anno scorso a togliere qualsiasi dubbio. West ha incassato 150 milioni di dollari, riuscendo a chiudere il bilancio in rosso di 53 milioni. Alla fine ha chiesto aiuto a Mark Zuckerberg, un altro luminare dei diritti umani.

Per concludere, dice di aver contratto il Covid-19 a febbraio scorso, ma di essere scettico riguardo ai vaccini. “Sono il marchio del diavolo”. Se Giuseppe Cruciani e David Parenzo fossero statunitensi, West sarebbe ospite fisso a La Zanzara su Radio24. Diventerebbe il nuovo idolo del programma insieme a personaggi come il Divino Otelma e il Demone Scimmia, convinto di aver geolocalizzato Atlantide.

La sua squadra (immaginaria come il Wakanda)

Date la disponibilità finanziaria di West, è possibile che riesca a consolidare una squadra adeguata a dare esecuzione al suo pensiero politico. Insomma, se eviterà di pensare che gestire il suo successo discografico e aziendale sia come governare gli Usa, potrebbe anche avere successo. Tuttavia, la tempistica tarda di West induce a pensare che non abbia tempo di mettere in piedi una squadra che, una volta giunta alla Casa Bianca, sia ben rodata e riesca a sostenere quattro anni di mandato. Per di più, questa ipotesi è stata esclusa dallo stesso West nel corso di un’intervista rilasciata a Forbes, dove ha candidamente ammesso di non avere ancora nessun team.

Elon Mask, il CEO di SpaceX che ha lanciato una Tesla nello spazio per farla gravitare attorno alla Terra come mossa di marketing, ha commentato il tweet del rapper esprimendogli tutto il suo consenso. West avrebbe promesso allo stesso Musk il Ministero per lo sviluppo aerospaziale della sua Casa Bianca. Tuttavia, dopo due giorni anche Musk ha fatto un passo indietro. Forse si è accorto che un’eventuale amministrazione West lederebbe alle sue finanze.

Soldi ed elezioni

Durante la stessa intervista a Forbes, il rapper statunitense ha espresso idee a dir poco deliranti sul futuro che immagina per l’America. Accecato, più che devoto, dalla fede trovata dopo un periodo passato in ospedale, sostiene di voler realizzare l’opera di Dio negli Usa. “Dobbiamo smettere di fare cose che fanno arrabbiare Dio”.  In seconda battuta, sogna di rendere realtà il Wakanda, un regno utopico contenuto nei fumetti della Marvel e casa dell’eroe Black Panther. Si spinge oltre la sua opposizione ostile all’aborto, dichiarando che l’organizzazione Planned Parenthood, che vigila sul diritto delle donne a disporre del proprio corpo, sia governata dalla supremazia bianca urbana per “compiere l’opera del diavolo”.

West è farneticante, le sue idee vaneggianti e non dischiudono un programma politico definito. Non ha elaborato una linea nemmeno per la politica estera, azione lungimirante che gli permetterebbe di incassare sostegno dall’estero. Verrà invece usato come marionetta dai Democratici per consolidare i sondaggi a favore di Biden, il candidato Democratico stretto amico di Obama. West non ha nessuna strategia, ma la politica americana si decide sulla disponibilità economica. Come denunciato più volte da Alexandria Ocasio-Cortéz e Bernie Sanders, le ingerenze delle lobbies e le risorse economiche del singolo determinano chi potrà presentarsi alle elezioni.

West esprime una posizione contro il sistema delle corporations e della Silicon Valley, ma senza proporre un sistema alternativo. “Il Presidente deve essere speciale,” dice West. No, Kanye. Il Presidente deve essere competente.

In definitiva, West incarna l’ennesimo leader populista, che sarebbe meglio definire parolaio. Lancia idee vaghe che si appellano alla rabbia di un Paese diviso dalla segregazione razziale e a elettori che lo voterebbero perché passano ore ascoltando i suoi album. Qualsiasi politico dovrebbe essere populista nella misura in cui si ponga al servizio del popolo, ma i politici saggi danno esecuzione pragmatica ad una visione che renda il popolo migliore.

Immagine di copertina: Kanye West from Wikimedia Commons
Immagine secondaria: Kanye West from Wikimedia Commons

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