Crisi economica, crisi politica, sociale, crisi dei valori e crisi della morale, crisi culturale o crisi esistenziale: il termine in questione è stato probabilmente uno dei vocaboli più utilizzati in questi ultimi anni e, forse, uno di quelli di cui dovrebbe limitarsene l’impiego. La crisi di cui giornali, televisione e media hanno parlato abbondantemente negli ultimi periodi dovrebbe far riflettere ma, contemporaneamente, anche essere il manifesto di uno stato mentale dell’italiano medio a cui bisogna porre finalmente la parola “fine”.

La fine di un momento particolarmente buio della storia d’Italia sembrerebbe, oggi, essere in corrispondenza con una tendenza più che positiva e feconda per l’economia del paese: la crescita del settore editoriale italiano. L’Associazione Italiana Editori (AIE) ha pubblicato, infatti, il rapporto sullo stato dell’editoria in Italia nel 2018 che conferma l’uscita “della cultura italiana” da un lungo periodo di recessione. In particolare:

Cresce il numero delle case editrici attive con la pubblicazione di almeno un titolo nel corso dell’anno.

Cresce la produzione di titoli su carta del 9,2% in più rispetto agli scorsi anni, grazie anche al mondo digitale che fornisce strumenti di impaginazione e di strutturazione del libro più efficienti. Ciò che, invece, fa riflettere in questo senso, è lo sviluppo di una giusta strategia comunicativa in direzione del lettore e l’applicazione degli strumenti di marketing che possano far crescere l’attenzione del lettore verso il testo stampato. Stando a quanto si legge sul comunicato dell’AIE, infatti, “in Italia cioè non si pubblicano più titoli – in rapporto agli abitanti – di quanto non facciano le altre grandi editorie continentali[1].

Aumenta la produzione in tutti i macro-generi, in questo ambito fa pensare la crescita di libri per ragazzi (+ 13,7%) e la capacità delle case editrici di affrontare la famosa “crisi” attraverso la messa a disposizione, nei confronti dei lettori, di formati, cataloghi e prezzi che variano in base alla domanda. Una strategia di mercato, quest’ultima, che pare abbia fatto la differenza anche per quanto riguarda la fortuna di piccole case editrici in sviluppo.

Cresce il mercato del libro per il terzo anno consecutivo insieme alla vendita dei diritti di edizione. Nel 2018 sono stati venduti 7.883 titoli (+9% rispetto al 2017) e ne sono stati acquistati 9.358 (+0,7% rispetto al 2017).

Cartaceo vs digitale: uno degli aspetti più difficoltosi al quale ha dovuto far fronte il settore editoriale italiano è stato sicuramente l’imporsi sul mercato di supporti di lettura differenti e più fruibili. Nonostante ciò, però, il rapporto dell’AIE è positivo. Difatti un recente sondaggio ha portato alla luce che il 62% degli italiani preferisce il libro cartaceo contro il 25% degli e-book addicted.

Ma qual è il vero problema che mina la crescita generale dell’editoria in Italia? Quando si parla di libri, solitamente si pensa – in primis – che la complicazione più grave sia la mancata propensione degli italiani alla lettura. Ciò, nonostante sia in parte vero, pare sia da aggiungere ad un’altra questione che preoccupa molto di più gli editori: il lettore non comprende a pieno ciò che legge. Nel rapporto dell’AIE, difatti, viene fatto riferimento anche ad un’altra analisi, quella dell’OCSE-PISA (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che sottolinea lo sviluppo di una tendenza negativa sui dati delle “competenze di comprensione dei testi e di lettura, che risultano essere i più bassi tra i Paesi avanzati[2].

Si tratta, dunque, di una questione molto più profonda e che lascia spazio ad un’ampia riflessione sul sistema educativo italiano; complice, a tutti gli effetti, di un calo dell’interesse verso il libro quale strumento di crescita culturale. Il naturale compagno di viaggi in metro o in treno, di passeggiate in solitaria o di tempo libero, il libro, viene completamente abbandonato e forse sostituito con strumenti digitali che insidiano la cultura, la conoscenza e, soprattutto, la curiosità e l’immaginazione dell’uomo. Tutti sanno già tutto e tutti rinunciano, difatti, al vero sapere che è insito nell’interesse più autentico. Per tali motivi, accogliamo l’esortazione di Pier Paolo Pasolini, uno dei più controversi scrittori italiani del ‘900 e vi ricordiamo che:

“Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura.”

 

 

[1] Associazione Italiana Editori, Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2018, a cura dell’Ufficio Studi AIE.

[2] Ibidem.