L’evoluzione è un processo a tratti complicato e a tratti imprevedibile: porta soggetti impensabili per quello scopo ad adattarsi, fino a diventare, a volte, i primi di quella “specie” ad insegnare agli altri come si fa. Facebook era nato come una piattaforma online per censire gli studenti di un college americano ed oggi si ritrova ad essere la prima piazza virtuale del web. Un business da miliardi di dollari che negli anni non si è limitato alla chat: si è affacciato sul mondo del mercato della compravendita, della sponsorizzazione, dell’economia e della politica, diventando il caso di studi che ogni matricola delle Facoltà di Comunicazione di tutto il mondo si ritrova facilmente sui libri di testo.

E se Facebook diventasse anche un vero e proprio motore di ricerca di sole notizie? Non ci riferiamo ai classici link degli articoli condivisi dagli utenti ma parliamo di una mutazione in un vero e proprio quotidiano online che propone il mix di più testate giornalistiche e che raccoglie al suo interno diversi approfondimenti riguardanti gli argomenti più svariati. Anche se ancora in fase sperimentale, tutto questo è già realtà: è stata infatti lanciata News, la sezione di Facebook dedicata interamente all’informazione. Attualmente è un test che raccoglie alcuni account di utenti che vivono tra New York e Los Angeles; a seconda dei dati raccolti in seguito, il progetto potrebbe diventare una parte ufficiale del format zuckerberghiano.

Saranno dei giornalisti sensu stricto a scegliere quali notizie inserire all’interno della sezione, in modo da garantire un occhio critico capace di giudicare quali articoli siano attendibili e quali no che si somma al controllo che effettuerà in seguito lo staff della community: tacciato dal Congresso americano di non visionare la veridicità di alcune news, oltre ad inserire nel team di supervisori ditte che hanno collaborato o collaborano con gruppi politici tra i più attivi nel fake world, Zuckerberg ha pubblicamente ammesso che, spesso, le fake news non vengono filtrate perché, effettivamente, non vi è una particolare attenzione alla fonte. Con News tutto questo cambierà: i reporter incaricati di vagliare i contenuti non solo potranno evidenziare la notizia come fake se le fonti non sono attendibili ma potranno anche oscurare il contenuto al fine di evidenziare come la tale testata diffonda articoli errati o fuorvianti.

Un “potere dato al popolo”, quindi, che potrà anche decidere quali editori vedere nella sezione News, cancellandone alcuni e inserendo tra i preferiti altri, oltre a connettere gli abbonamenti con diversi quotidiani direttamente a Facebook così da leggere direttamente sul social network il numero del giorno. E intanto il progetto della Libra, la moneta di Facebook, va avanti: forse, in un futuro, sarà possibile monetizzare con l’informazione fatta sul social network. Ma i bugiardi acchiappalike sono avvisati: chi non scrive il vero si becca lo speciale filtro fake news.

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