«Non esiste una cosa chiamata arte. Esistono solo gli artisti.» Ernst Gombrich

 

La vita

Proprio oggi si festeggia il compleanno di uno dei più celebri storici dell’arte che il XX secolo ricordi. Infatti, nella Vienna capitale del fu Impero Austro-Ungarico, il 30 marzo del 1909 venne alla luce Ernst Hans Josef Gombrich, in seguito conosciuto semplicemente con l’appellativo di Sir Gombrich. Se lo studioso d’arte fosse ancora qui con noi, proprio in questo giorno spegnerebbe ben 110 candeline.

Fin dalla nascita ebbe la fortuna di crescere in una ricca e stimolante famiglia borghese immersa nell’eclettica vivacità culturale viennese. La madre Leonie Hock fu un’affermata pianista mentre il padre Karl Gombrich, sebbene avvocato, riuscì a tessere rapporti e contatti con la locale scena letteraria.

Bozza della tesi di laurea di Ernst Gombrich sull’architetto Giulio Romano. Fonte: Universität Wien

Durante gli anni universitari frequentò i corsi di storia dell’arte all’Università di Vienna, avendo come professori, tra gli altri, Hans Tietze, Julius Von Schlosser e Josef Strzygowski. Nel 1933 si laureò con una tesi sull’architettura manierista dell’artista italiano Giulio Romano. Tre anni più tardi sposò Ilse Heller, un’allieva della madre. Da quest’unione, l’anno seguente, nascerà il figlio Richard, ogni noto indologo e studioso della storia del buddhismo.

Dopo l’inevitabile Anschluss del 1938, anche nell’Austria annessa alla Germania Nazista, le condizioni per i cittadini di religione ebraica incominciarono ad acuirsi. Infatti, i genitori di Gombrich erano ebrei. Dopo una lunga serie di boicottaggi non poté fare altro che trasferirsi. Così, nel 1939, emigrò a Londra con la sua famiglia, dove ottenne rifugio e un incarico presso la Biblioteca Warburg dell’omonimo istituto dell’Università della capitale britannica.

Durante il secondo conflitto mondiale, lavorò per il Governo di Sua Maestà per far successivamente ritorno alla sua vita accademica, scrivendo numerosi libri e saggi, ricevendo tra l’altro prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Raggiunti i 92 anni, dopo aver trascorso tutta la sua vita “immerso” nell’arte, si spense a Londra, la sua seconda casa, in un freddoloso sabato inglese nel novembre del 2001.

Il libro

Oggi, quindi, vogliamo ricordare Sir Ernst Gombrich attraverso il suo più celebre lavoro letterario-divulgativo: la monumentale “La storia dell’arte”, pubblicato dalla casa editrice specializzata nelle arti Phaidon Press. Quest’opera è un vero e proprio “romanzo” cult per gli amanti dell’arte; con i suoi 5 milioni di copie vendute si tratta, senza alcun dubbio, di un bestseller mondiale che ha ricevuto il favore del pubblico in ogni angolo del Pianeta.

Con una prosa accessibile anche ai non addetti ai lavori riesce a rendere comprensibili concetti che spesso rischiano di tediare un pubblico più vasto. Infatti, grazie alla sua inclinazione divulgativa, dal linguaggio chiaro e semplice ma non semplicistico, Gombrich è riuscito a costruire una narrazione “pop” che talvolta viene a mancare nell’insegnamento della storia dell’arte.

Per merito del suo innato talento esplicativo riesce ad accompagnarci con naturalezza tra i continui e perenni processi creativi che hanno affascinato, turbato e incalzato le coscienze degli artisti attraverso lo scorrere dei secoli e dei millenni. Infatti, sfogliando le pagine di questo bel libro, possiamo avere un primo forte impatto con la storia dell’arte occidentale.

Ernst Gombrich. Fonte: Universität Wien

Si dà inizio al racconto a partire dalla prima genesi umana, prendendo in prestito le parole dello studioso, con «gli uomini che un tempo con terra colorata tracciavano alla meglio le forme del bisonte sulla parete di una caverna». Per giungere fino agli uomini affaccendati dalle questioni contemporanee dei giorni nostri che «comprano i colori e disegnano gli affissi pubblicitari». Senza dimenticare, e ricordandocelo con sottile ironia, che ovviamente nel mezzo e «nel corso dei secoli» si «fecero parecchie altre cose».

Comprensibilmente non si può esigere un completo approfondimento di ogni periodo artistico e tantomeno neanche la biografia di qualsiasi artista. L’obbiettivo a cui Gombrich mira è un altro: è quello di trasmetterci la sua folgorante passione. Una passione travolgente capace di spingerci ad approfondire ciò che più ci ha incuriosito, fornendoci i primi ma necessari strumenti per comprendere il mistero e il fascino che si cela da sempre nell’arte.

Immagine di copertina: Ernst Gombrich in visita al Van Goghmuseum di Amsterdam, 1975. Fonte: www.gahetna.nl © Verhoeff
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